Una strage silenziosa


Si chiamavano Fatima, Rosalia, Speranza, Lauretta, Rosalia e Monica, queste sono le vittime delle ultime 48 ore.

Quante donne dobbiamo ancora vedere morire senza che nessuno ci aiuti a mettere fine a queste stragi?
Fatima a breve avrebbe stretto a sé il suo piccolino, quale sarà il capo d’imputazione e la condanna per il mostro che non ha avuto pietà? Se la legge vieta l’aborto dopo il terzo mese di gravidanza, una donna uccisa all’ottavo mese, dove il piccolo aspetta solo di poter incrociare lo sguardo della sua mamma deve essere condannato per duplice omicidio!
Non vogliamo più i riti abbreviati per questi delitti, non vogliamo sconti di pena, non vogliamo più ascoltare dai difensori degli assassini usare sempre più spesso le parole….tempesta emotiva minimizzando spesso l’accaduto!
Dalle minacce alle aggressioni fisiche, dallo stalking allo stupro, la violenza sulle donne ha migliaia di forme e sfaccettature, nessuna donna dovrebbe mai finire in questo vortice dove regna solo dolore e sofferenza, nel quale spesso il loro grido d’aiuto viene ignorato.
La recente legge detta “Codice Rosso” ha introdotto nuovi e importanti strumenti a tutela delle donne vittime di violenza, ma resta un problema culturale. Tutti noi abbiamo il dovere di aiutare queste donne a non sentirsi più sole.

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