Prestito “Seppellimento di Santa Lucia” del Caravaggio, Ficara, Scerra e Zito interpellano il ministero dell’Interno e dei Beni Culturali per chiarimenti

Siracusa, 29 maggio 2020 – I parlamentari Paolo Ficara, Filippo Scerra e il deputato regionale Stefano Zito (Movimento 5 Stelle) si sono rivolti al ministero dell’Interno ed al ministero dei Beni Culturali, chiedendo maggiori chiarimenti sul prestito del Seppellimento di Santa Lucia al Mart di Rovereto. Dal museo di arte moderna, diretto da Vittorio Sgarbi, è arrivata la promessa di un intervento da 350mila euro per il restauro del delicato e grande dipinto e per la realizzazione di una teca protettiva. A Palermo, i rappresentanti pentastellati hanno anche contattato il Centro Regionale del Restauro che ha comunicato la disponibilità dei propri tecnici per effettuare un sopralluogo al fine di verificare le condizioni e progettare interventi di restauro. Serve però una richiesta da Siracusa.

“Se sulla necessità di un tanto sbandierato restauro nessuno ha dubbi, ci chiediamo perchè il Fec (Fondo Edifici di Culto) non abbia proceduto in passato di sua iniziativa, attraverso risorse dello stesso Stato proprietario, anzichè attendere questo scambio? E sarebbe anche bene capire, a fronte della disponibilità del Centro Regionale perché non è stato ancora chiamato in causa. Si badi bene, la cultura è fatta anche di collaborazione e prestiti, non lo riteniamo scandaloso e neanche ne facciamo battaglia di campanile”, dicono i tre esponenti pentastellati.

Emergono ritardi di indirizzo e gestione nei beni culturali siciliani, con evidenti responsabilità della politica. “Il problema – argomentano Ficara, Scerra e Zito – non è Sgarbi o il trasferimento al Mart. Il problema è invece tutto quello che è accaduto prima, ovvero il nulla. Dipinto prestigioso parcheggiato in una bella cornice, ma senza musealizzazione e senza ticket d’ingresso a dispetto del suo valore e richiamo per Siracusa. Risultato: niente risorse, niente manutenzione. Ma non per questo Siracusa deve essere intesa come supermarket dell’arte. Prima il prestito dell’Antonello da Messina, ora il Caravaggio. E le promesse contropartite? Nel primo caso, timide e nemmeno percepite. Impegni generici di liberalità non possono essere sufficienti senza un insieme di garanzie che vadano oltre ai pareri, pure richiesti e fondamentali”.

Quanto al momento scelto per il trasferimento, i due cinquestelle segnalano come “nel particolare momento storico che stiamo vivendo, pensare di privarsi di una attrazione culturale come il Caravaggio, non appare come la più indovinata delle idee. Semmai, se ne incentivi la promozione, in rete con tutto il circuito della bellezza, per dare forza e slancio alla lenta, ma comunque attesa e da invogliare, ripresa turistica che guardi sino a dicembre ed alla festa di Santa Lucia”, concludono.

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