Paolo Vive, indifferenza e mafia muoiono!

1026073_10201111491056616_753566666_oDomenica 19 Luglio 1992 il Giudice Paolo Borsellino con gli uomini della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cusina e Claudio Traina va a prendere la madre per accompagnarla ad una visita medica. Paolo Borsellino suona il citofono e in quell’istante la lotta alla mafia subisce un pesantissimo colpo con l’esplosione di un’autobomba piazzata a pochi passi dal Giudice.

A 21 anni da quel giorno, il 19 luglio 2013, alle 19,45 un corteo di cittadini siracusani si è mosso da Piazza della Repubblica, per poi percorrere Corso Gelone e Corso Umberto per commemorare la strage di via D’Amelio. Giunti dinnanzi al tempio di Apollo, il gruppo ha dato vita ad una manifestazione in cui – alla luce di centinaia di candele che formavano la scritta PAOLO VIVE – sono stati letti dei brani scelti appositamente per questa manifestazione,suscitando emozione ed un profondo senso di riflessione che traspirava chiaramente dagli sguardi della gente.
Ai curiosi che si fermavano (tra cui anche diversi turisti stranieri incuriositi,)sono stati consegnati dei volantini, in cui ci si chiedeva se e fino a che punto,pezzi delle istituzioni abbiano avuto responsabilità nella strage e nei successivi tentativi di depistare le inchieste giudiziarie.
Presente anche il deputato regionale M5S Stefano Zito. I Grilli Aretusei (M5S), in qualità di organizzatori dell’iniziativa, ringraziano tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione,attivisti, simpatizzanti,forze dell’ordine ed i cittadini per la sentita partecipazione e per il sentimento di affetto dimostrato verso un paladino della lotta alla mafia che non si è mai arreso di fronte all’omertà e ai “muri di gomma” presenti all’interno delle istituzioni.

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