Orientamento e Sviluppo: da dove cominciare…

tag_cloud_5stelleSi è svolto, lo scorso venerdi pomeriggio, un importante incontro alla Camera di Commercio di Siracusa, tra il Ministro per la Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, e varie realtà Istituzionali, produttive e sociali delle tre province della Sicilia Sud-Orientale, cioè Catania, Siracusa e Ragusa, al fine di affrontare i temi della crescita e dello sviluppo di questa macro-area della nostra Regione.
Nel corso dell’incontro sono stati chiesti impegni precisi sia al Governo Nazionale, che a quello Regionale ed agli Enti Locali, in tema di occupazione, sostegno alle imprese, utilizzo dei fondi europei e lo sblocco dei progetti relativi ad investimenti pubblici e privati, con un occhio attento alla lentezza della burocrazia, a norme spesso farraginose e contradditorie, ma soprattutto al fenomeno della corruzione e delle infiltrazioni mafiose.
Questi alcuni importanti passaggi del Ministro, che ci sentiamo di condividere: «Un territorio che con una maggiore progettualità deve riuscire a sfruttare le grandi potenzialità che ha. Noi per quanto ci riguarda cercheremo, anche dal ministero per la Coesione Territoriale, di stimolare questo. Molto però è legato alla capacità delle classi dirigenti locali di cogliere queste opportunità su tre direttive che ho indicato: agricoltura, cultura e innovazione. Sono tutte e tre delle risorse importantissime. Sino ad oggi nella situazione in cui ci troviamo, queste tre risorse costruiscono l’economia di questo territorio. E questa area, nel suo complesso, intesa come Sicilia sud orientale, ha la fortuna di avere tutte e tre queste risorse. Per cui mi auguro che le proposte del Ministero e del Governo, possano consolidare e dare realizzazione ad alcuni punti che avevamo cominciato ad individuare nel Piano Strategico. E a proposito del primo di quei punti, quello riferito alla coesione e alla concertazione pubblico – privato di “un’area vasta”, devo dire che, vedendo qui oggi insieme pezzi delle classi dirigenti non solo di Siracusa ma anche di Catania e Ragusa, mi ha fatto molto piacere, segno che siamo sulla strada giusta».

Il nostro contributo, come MoVimento 5 Stelle Siracusa, è rivolto a quelle che riteniamo essere delle priorità per lo sviluppo e la ripresa della Sicilia ma soprattutto della nostra Provincia, in tema di Ambiente e Bonifiche, Agricoltura Biologica, ed infine Turismo Sostenibile. Riteniamo che, in riferimento ad una seria programmazione di sviluppo economico a lungo termine, i punti salienti da affrontare debbano necessariamente convergere attraverso temi di rilevanza strategica per la conformazione, la storia e la vocazione del territorio stesso
bonifica2

Bonifica zona Nord

Bonificare un’area significa eliminare le sostanze che la contaminano, che ne alterano le caratteristiche e ne compromettono l’uso, la vivibilità ed il suo sviluppo. L’economia industriale che per oltre mezzo secolo è stata protagonista del territorio a nord della provincia aretusea, rende necessari urgenti e programmatici interventi di bonifica del territorio stesso. Il riferimento coinvolge soprattutto le aree e gli impianti industriali dismessi che insistono nella zona tra Siracusa ed Augusta, e tale azione deve essere valutata in un’ottica di riqualificazione del territorio. Vaste aree potrebbero dunque essere riqualificate e riconvertite, in modo da rendere possibili ulteriori forme di sviluppo economico, che passino ad esempio attraverso l’investimento nelle moderne tecnologie eco-compatibili, la creazione di un centro universitario attinente alla natura del territorio stesso, e da investimenti che possano incentivare lo sviluppo del turismo. Va precisato che tali strategie per loro natura non possono essere attuate con il solo sforzo dalla politica del territorio, ma necessitano di un concreto impegno politico/finanziario e del lavoro congiunto tra istituzioni a livello regionale, nazionale ed europeo. Altresì, in ottemperanza alla direttiva 2004/35/CS dell’UE (D.L. 03/04/2006, n. 152 “Norme in materia ambientale”), la quale istituisce un quadro di responsabilità ambientale basato sul principio del “chi inquina paga” per prevenire e riparare i danni ambientali, occorre in tal senso coinvolgere chi negli anni ha tratto profitti ed al contempo prodotto inquinamento. Ricordiamo inoltre che tali interventi dovranno essere adottati secondo una sistematica e ben strutturata programmazione a lungo termine, e che risveglieranno l’economia favorendo la creazione di posti di lavoro;

treno2

Trasporti e viabilità

Attualmente l’ex-provincia di Siracusa manca di risorse viarie che siano all’altezza delle esigenze del territorio. Le ricchezze e le attrazioni di primo’ordine di cui dispone l’area, rese appetibili dalle bellezze naturali e notoriamente gettonate nel panorama turistico, paradossalmente non sono inserite in un circuito infrastrutturale che le renda facilmente raggiungibili o addirittura accessibili, che ne garantisca il flusso turistico o che comunque sostenga l’economia del territorio. In un’ottica di sviluppo dello stesso, riteniamo di fondamentale importanza una seria programmazione che favorisca la creazione di risorse e strutture adeguate e ben distribuite. In tal senso abbiamo identificato alcuni tra gli interventi urgenti da prediligere, allo scopo di potenziare la mobilità nel territorio, con maggiore attenzione nei riguardi del trasporto ferroviario:

  • Realizzazione del doppio binario nella tratta ferroviaria Catania-Siracusa, con annessa correzione dei tratti tortuosi (velocizzazione) e realizzazione del collegamento Aeroporto-Siracusa da operare considerando la già esistente stazione di Bicocca, affinché la stessa possa assumere il ruolo di terminal di collegamento diretto con l’aeroporto di Catania;
  • Elettrificazione e riammodernamento della tratta ferroviaria Siracusa-Ragusa, con annesso doppio binario;
  • Investimenti nella realizzazione e nel ripristino di terminal ferroviari lungo il percorso della rete nella zona sud della provincia (attualmente carenti o totalmente assenti), che possano rendere più facili ed immediati i collegamenti tra i comuni e le zone ad alta concentrazione turistica. Pensiamo soprattutto al congiungimento ferroviario con la zona di Pachino-Marzamemi-Portopalo (oggi totalmente esclusa  dal circuito, dopo la dismissione degli anni ‘70); ed ancora al raggiungimento delle località balneari (ad esempio la zona di Fontane Bianche), e delle varie riserve naturali (Vendicari, Pantalica, Cavagrande);
  • Riqualificazione della stazione ferroviaria di Siracusa affinché torni ad essere punto di riferimento per la Sicilia Sud Orientale, con annessa riprogrammazione e rivalutazione delle tratte in un contesto sia locale che nazionale, e che risponda alle reali esigenze e potenzialità del territorio;
  • Istituzione nella città di Siracusa di una Terminal per il trasporto pubblico gommato che faccia da base di riferimento per i flussi (pendolari, studenti, visitatori, ecc), interconnessi tra la città ed i comuni circostanti. Siracusa necessita di un Terminal che associato ad un auspicabile rivoluzionato sistema di trasporto pubblico locale (oggi assente), sia rispondente alle esigenze della comunità siracusana, nonché alla vocazione turistica che la città si propone di assumere.

Non è possibile pensare di sostenere e programmare una vocazione turistica del territorio siracusano e del sud-est siciliano che prescinda dagli investimenti sopra citati.
uni

Università

Siracusa ed il suo territorio soffrono da sempre l’assenza di un Ateneo Aretuseo. I tentativi espressi negli ultimi 15 anni non sono bastati a colmare le lacune ed a rispondere alle esigenze di una città che paradossalmente vanta una ricchezza culturale invidiata da tutto il mondo. Tali tentativi spesso sono stati tradotti in mere operazioni di speculazione che ha portato allo sperpero di ingenti somme di denaro pubblico senza il raggiungimento di alcun obbiettivo concreto. Peggio ancora, la politica fallimentare che in tal senso è stata adottata ha provocato la costante e desolante perdita di opportunità di crescita, sia a livello economico che a livello culturale, in un contesto in cui i nostri giovani hanno visto sfumare sempre più l’offerta formativa. Allo stesso modo i nostri ragazzi si sono visti defraudare delle aspettative per un futuro all’altezza delle loro aspirazioni ed attitudini.
Ancora oggi lo studente siracusano è costretto a spostare i suoi studi in realtà ben lontane dalla propria, e che spesso non hanno nulla in comune con le caratteristiche che il territorio aretuseo riuscirebbe ad esprimere e per il quale richiede maggiore attenzione.
Siracusa piange e paga a caro prezzo l’assenza di un polo universitario che contribuisca direttamente a coltivarne gli interessi e lo sviluppo, e che sia promotore delle eccellenze proprie del territorio. Tutto ciò ha fatto sì che si riducessero drasticamente le potenzialità che dal nostro territorio potrebbero invece trovare sfogo, se solo si attuasse una politica di investimenti corretta.
Pertanto ci si auspica che al più presto venga attuato lo scioglimento di inutili consorzi e l’azzeramento delle risorse distribuite a chi ancora oggi specula attorno ad un obbiettivo mai raggiunto, e che tali e future risorse vengano impegnate per l’istituzione di un percorso graduale ma concreto che miri alla realizzazione di un unico fine: la nascita dell’Università degli Studi di Siracusa.

IMG_2480

Turismo Sostenibile e Area Marina Protetta

Secondo l’Organizzazione Mondiale del turismo, “Lo sviluppo del turismo sostenibile risponde ai bisogni dei turisti e delle regioni che li accolgono, tutelando e migliorando le opportunità per il futuro. Deve tradursi in una gestione integrata di tutte le risorse che permetta di soddisfare i bisogni economici, estetici e sociali, e contemporaneamente preservi l’integrità culturale, gli ecosistemi, la biodiversità e le condizioni di base per la vita”. In questo contesto, l’Area Marina Protetta assume un ruolo centrale per lo sviluppo del territorio, non solo in relazione alla protezione dell’ambiente marino, delle specie e degli ecosistemi più vulnerabili, ma anche perché può favorire la messa in atto di iniziative in grado di sostenere lo sviluppo delle attività economiche locali, secondo i requisiti di sostenibilità ambientale. In particolare, le immense peculiarità, in termini di valori naturali e socio-culturali, di un’Area Marina Protetta, devono essere considerati come una risorsa turistica fortemente attrattiva, ed in grado di rispondere positivamente ad una particolare tipologia di domanda, sempre più sensibile e ricettiva alle tematiche dello sviluppo sostenibile ed orientata verso un’offerta a carattere ambientale e culturale, oltre che balneare.
Il documento Agenda 21 pone l’accento su alcune tematiche legate al turismo, tra cui: gli impatti su ambiente e società, il contributo per parchi e aree protette, il sostegno alla crescita economica, la preservazione dell’identità locale, il coinvolgimento delle comunità locali, l’integrazione con gli altri settori economici. La stessa Agenda 21 propone per il turismo sostenibile alcune azioni rivolte ai governi, tra cui la gestione integrata delle aree costiere e l’applicazione del principio “chi inquina paga”.
Anche l’Unione Europea ha mostrato un forte interesse allo sviluppo del turismo sostenibile. Nel V° Programma politico e d’azione della Comunità europea a favore dell’ambiente vengono delineati i principi di una strategia di interazione tra turismo ed ambiente, tra cui: il controllo della pianificazione territoriale; una politica di destagionalizzazione dei flussi turistici; la gestione del traffico privato da e verso le zone turistiche; la diversificazione dell’offerta turistica; l’attuazione e il controllo severo delle norme ambientali riguardanti il rumore, l’acqua potabile e le acque di balneazione, le acque reflue e le emissioni atmosferiche.
Le attività di turismo sostenibile e di fruizione dell’ambiente marino a scopo ricreativo riconducibili ad un Area Marina Protetta sono numerose. Tra quelle maggiormente diffuse nelle AMP possiamo ricordare:

  • Attività subacquee ricreative: le attività subacquee ricreative, effettuate a scopo turistico e gestite in maniera professionale con l’ausilio di guide specializzate, vengono attuate secondo alcuni principi comportamentali volti alla conservazione delle risorse ambientali dell’Area Marina Protetta e sono finalizzate all’osservazione dell’ambiente marino sommerso.
  • Pescaturismo: consiste in un’attività integrativa alla pesca artigiana che offre la possibilità agli operatori del settore di ospitare a bordo delle proprie imbarcazioni un certo numero di persone diverse dall’equipaggio per lo svolgimento di attività turistiche ricreative.
  • Escursioni attraverso itinerari naturalistici-culturali-enogastronomici: i territori interessati possono offrire percorsi a carattere naturalistico, storico-archeologico ed enogastronomico finalizzati a promuovere ed esaltare l’identità di tali territori, le radici culturali delle comunità che vi risiedono e le tipicità che ad essi appartengono, come risorse storiche e paesaggistiche, prodotti agricoli tipici e tradizionali (DOP e IGP), vini di qualità (DOCG, DOC, IGT), gastronomia, artigianato, ecc.

Infine, è bene ribadire che tutte le attività a supporto del turismo sostenibile nelle Aree Marine Protette rappresentano una fonte di opportunità per l’iniziativa imprenditoriale, specie per quella di matrice giovanile, promuovendo la creazione di nuove forme d’occupazione nel settore turistico.

IMG_0190

Rilancio dell’Agricoltura in termini BIO

Il ministro delle Politiche Agricole francese Stéphane Le Foll ha lanciato “un progetto agro-ecologico“, in una comunicazione dal titolo emblematico “Agricoltura, produciamo diversamente”. L’obiettivo è quello di dar vita a un’evoluzione dei modelli di produzione che rimettano al centro delle pratiche l’agronomia, coniugando efficienza economica e prestazioni ambientali.
É ora che anche nella nostra regione, ma soprattutto nella zona aretusea, si cominci a progettare il rilancio e lo sviluppo dell’agricoltura in termini di diversificazione delle colture, lotta integrata contro i parassiti e, ancora, integrazione dell’agro-ecologia nei vari livelli di formazione e mobilitazione della ricerca e dello sviluppo delle politiche agricole.
Il programma francese “obiettivo 2017″ è volto a raddoppiare le aree biologiche nel giro di 4 anni, incrementare la produzione dell’apicoltura e, infine, diminuire l’utilizzo dei pesticidi, incoraggiando lo sviluppo di forme alternative di controllo biologico.
La nostra terra, con l’enorme potenziale di offerta di risorse storiche e paesaggistiche, prodotti agricoli tipici e tradizionali (DOP e IGP), vini di qualità (DOCG, DOC, IGT), gastronomia, artigianato, ecc., non può ancora permettersi di ignorare e snobbare queste opportunità come volano di sviluppo e ripresa della nostra economia. Infine, è bene ribadire, anche in questo caso, che tutte le attività a supporto dello sviluppo sostenibile rappresentano una enorme fonte di opportunità per l’iniziativa imprenditoriale giovanile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.