Tangenti Siracusa-Gela: tasso di illegalità inimmaginabile. O forse sì? Si tutelino in fretta i lavoratori e gli interessi del sud-est siciliano

L’inchiesta per le presunte tangenti nell’ambito della realizzazione di tre lotti dell’autostrada “Siracusa-Gela”, venuta alla luce a firma della Procura di Messina, rappresenta un ulteriore schiaffo dato in faccia al popolo siracusano e ragusano. La grave vicenda macchia, indelebilmente e di fatto, quella che è un’opera che, per sua natura, rappresenta in pieno le speranze di rivalsa di tutto il sudest della Sicilia.

Le parole del Gip di Messina (sì, di Messina, ancora una volta…), circa «l’elevato, inimmaginabile quanto sbalorditivo tasso di illegalità» in cui agivano gli arrestati e gli indagati, hanno creato un giustificato e diffuso sgomento, in ambito locale e nazionale.

Vivendo in un territorio in cui il capoluogo è, già di suo, ben noto alle cronache giudiziarie nazionali per essere stato segnalato come “Sistema Siracusa”, si può dire che, se a pochi chilometri da qui qualcuno si sente talmente “spregiudicato, furbo e privo di senso di impunità al punto da delinquere praticamente alla luce del sole”, ebbene la notizia non sorprende più di tanto. Poiché il giochetto ormai è ben conosciuto ed è sempre lo stesso, come testimoniato dalle inconfutabili parole intercettate dalle Forze dell’Ordine: «Per fortuna nascondono… stai a sentirmi… l’hanno sempre fatto!». Un film già visto, insomma.

Così come non ci si sorprende per l’esito del voto politico del 4 marzo scorso. D’altronde, se oggi la maggioranza del popolo siciliano non fosse così consapevole della dilagante e diffusa illegalità, probabilmente, l’esito delle ultime elezioni sarebbe stato diverso da quello che è venuto fuori dalle urne. Una valutazione che si rivendica con forza, in contrapposizione con quanto viene espresso nei pubblici salotti televisivi in questi giorni, da parte dei detrattori del MoVimento 5 Stelle, inclusa una buona fetta di illustri “intellettuali” e giornalisti. Infatti, secondo quanto quest’ultimi hanno sostenuto, il risultato elettorale sarebbe dipeso da una mera voglia di assistenzialismo e zero cultura del lavoro; mentre, al contrario, è stato il frutto della contezza della condizione a cui il popolo meridionale, e siciliano in particolare, è stato assoggettato a causa del diffuso malaffare. Se ne facciano una ragione, dunque: il vento sta cambiando!

Purtuttavia, se da una parte rincuora il fatto che i siciliani stiano provando a cambiare tale, nefasto modus operandi, continua invece a preoccupare, e molto, il fatto che dalle indagini siano emerse, in tutta la loro gravità, le difficoltà e i limiti oggettivi da parte sia dei poteri di controllo sia degli stessi poteri giudiziari ad eseguire gli accertamenti. Tanto è vero che le indagini sono partite da segnalazioni dello stesso Tar, chiamato a vigilare su irregolarità nell’aggiudicazione degli appalti, semplicemente perché denunciate da parte di alcune ditte escluse. Una problematica che, nonostante le continue rassicurazioni (a parole) da chi ha governato il paese negli ultimi cinque anni, rimane invece più attuale che mai.

Per concludere, si vuole dare risonanza alla mozione presentata all’ARS dalla deputata regionale pentastellata Stefania Campo (coofirmata da tutti i parlamentari M5S), con la quale si auspica che le indagini facciano chiarezza sugli ultimi accadimenti e, al contempo, non rallentino ulteriormente i lavori del tratto autostradale Rosolini-Modica, per tutelare i lavoratori già fermi e senza stipendio da mesi e per evitare oltre al danno l’ennesima beffa, ovvero un’ulteriore eterna incompiuta.

MeetUp Siracusa
MoVimento 5 Stelle

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