Strade a Siracusa, situazione critica

Wikipedia ci spiega che … ”La strada è un’infrastruttura di trasporto destinata alla circolazione di veicoli terrestri. Generalmente presenta una struttura a strati, da cui il nome, sormontata da una pavimentazione destinata a migliorare l’aderenza delle ruote ed il comfort di persone e merci. Gli abili ingegneri romani svilupparono tecniche sulle quali si fonda ancora la nostra tecnica delle costruzioni stradali; a tale periodo si devono i noti esempi di strade lastricate alcune delle quali ancora oggi visibili come l’Appia Antica.”

Tuttavia, i siracusani non si troveranno d’accordo con questa spiegazione, vista la disastrosa condizione della rete stradale nella città Aretusea. Da tempo immemorabile, le strade della nostra città versano in condizioni drammatiche. Attenzione! Le condizioni “drammatiche” sono da considerare con clima caldo e asciutto. Se invece prendessimo in considerazione maltempo e piogge, la situazione appare addirittura disperata. Scene da film drammatici. Fiumi d’acqua che inondano la città, rendendo impraticabile il 99% delle strade. E in una città in cui le buche presenti sull’asfalto non si contano, è facile comprendere quanto pericoloso sia, per automobilisti e motociclisti, viaggiare senza accorgersi di un fosso colmo d’acqua.

Nel lontano 2011, l’Assessore La Bianca se la prese con la Sai 8 asserendo: “Non siamo noi ma Sai8 a dover riparare le strade dissestate nelle zone balneari dopo l’allaccio fognario”.

Il punto, per siracusani, non è a chi competano i lavori per il ripristino del manto stradale perché se, durante queste diatribe, un cittadino dovesse morire , alla famiglia non potrà essere data come motivazione che la responsabilità non è del comune ma di X oppure Y. Il Sindaco ha l’obbligo di tutelare la salute dei cittadini a 360° e, una strada dissestata e quindi insicura, può comunque rappresentare un grosso pericolo per la vita e la salute degli abitanti che la percorrono.

Molti cittadini (ma soprattutto i commercianti della zona) ricorderanno i sontuosi lavori di rifacimento del Corso Umberto che furono “sbandierati” con numerosi articoli su varie testate giornalistiche. Se ne riportano alcuni, tanto per eammentare.

Da un articolo de “La Sicilia” A.D.2007

“Il lavoro che si sta realizzando non è semplicemente un intervento di ripavimentazione ma di riqualificazione e di abbellimento della zona. Prima dell’estate corso Umberto e anche il Foro Siracusano saranno restituiti ai cittadini completamente rinnovati.

Ogni incrocio della strada infatti sarà abbellito con dei simboli caratteristici della città. Si tratta dell’”aquila” siracusana, e di altre cinque immagini che rappresentano i quartieri che hanno fatto la storia di Siracusa e cioè: Acradina, Tiche, Epipoli, Ortigia e Neapolis. I simboli saranno intagliati nella pietra lavica e posizionati nel cuore degli “stelloni” ricavati dalla particolare conformazione studiata dai progettisti per la nuova pavimentazione dell’area.

L’intento è donare alle aree pedonali l’aspetto sontuoso e curato che deve avere l’ingresso di Ortigia, il biglietto da visita per l’accesso ad un patrimonio storico di grande importanza per l’umanità come ha riconosciuto l’Unesco.” Ma quei lavori si rivelarono mal fatti e prividi quei “pregi” tanto sbandierati.

Infatti, in un articolo del 2009 si legge che, con un’interrogazione senza risposta, il compianto Avv. Ettore Di Giovanni segnalava i macroscopici difetti dei lavori di ripavimentazione eseguiti in corso Umberto, piazzale Marconi e strade limitrofe.

Corso-Umberto-2007

“A quella interrogazione ne seguì un’altra del Marzo 2010 che ebbe,finalmente, riscontro. L’assessore La Bianca s’impegnò a contestare alle ditte appaltatrici i difetti di esecuzione delle opere, garantendo altresì, in ogni caso, di procedere, come amministrazione, ai lavori necessari per il ripristino di alcuni tratti di pavimentazione in cui le basole risultavano traballanti.A distanza di 3 mesi, l’Avvocato Di Giovanni inoltrò un’ulteriore interrogazione per avere contezza dei procedimenti messi in atto dall’amministrazione. L’assessorato rispose, dicendo che, pur avendo inviato le contestazioni alla Ditta esecutrice dei lavori, queste non erano state ricevute dal destinatario, ma che si ripromettevano di adoperarsi per gli atti formali dovuti. Nel frattempo, cominciarono a manifestarsi, oltre ai distacchi in più punti delle basole, ampi sprofondamenti in via Foro Siracusano, motivo per il quale, Di Giovanni, ebbe ad inviare altra interrogazione rimasta senza risposta. Sprofondamenti che dopo qualche settimana si presentarono nel limitrofo corso Umberto, e in piazzale Marconi. Nel Marzo 2011 con altra interrogazione, il consigliere, continuava a denunciare questi fatti e a chiedere chi dovesse rispondere dei danni subiti dalla Città. Purtroppo, tutto rimase fermo, a parte qualche rattoppo operato dal Comune, da ultimo con l’asfalto, in un’opera che si era voluta per riqualificare tutta l’area, con una pavimentazione che sarebbe dovuta essere pregiata e che per difetti di esecuzione e il conseguente immediato degrado, andava rifatta. Nessuno, né Sindaco né Assessore, dell’epoca, ritennero proprio dovere informare i cittadini sul come intendessero muoversi per riparare il mal fatto e chi dovesse pagare.”

All’insediamento della nuova amministrazione (2013), “grazie all’allentamento dei vincoli di bilancio che hanno liberato risorse, mentre altre sono in arrivo dalla Regione”, queste furono le parole dell’allora Assessore Lo Giudice, pareva che concretamente, l’Amministrazione puntasse a mettere a gara la riqualificazione di via Agatocle con il completamento della pista ciclabile, Corso Umberto, Piazzale Marconi, via Crispi, Piazza Euripide, via Tisia, via Pitia, i marciapiedi di via Necropoli Grotticelle e via Lentini e della rotatoria all’incrocio tra via Augusta, viale Santa Panagia e via Europa. Ad oggi, purtroppo, si deve constatare che solo la rotatoria tra Via Augusta e Viale Santa Panagia risulta ultimata (a quasi due anni e mezzo da quei proclami).

Grazie al Febbraio più piovoso degli ultimi anni, le strade di Siracusa hanno continuato a riempirsi di buche. Da quelle più piccole a quelle più grandi fino con le cosiddette voragini che hanno aggravato, di fatto quella che in alcune zone era già una situazione disperata. Viale dei Comuni, Via Lazio, Via dei Servi di Maria, Via Unità d’Italia, Via Algeri, Via Columba, Via don Luigi Sturzo, Via Calcutta, Via Elorina, Via Columba, Viale Regina Margherita e la vergognosa situazione di Viale Epipoli (tragitto ormai perfetto per canoisti).

E anche quando non sono le piogge a “sconvolgere” il manto stradale quest’ultimo ci pensa autonomamente. E’ del 20 Luglio una segnalazione in cui si scrive: “Via Puglia asfaltata da poco, riasfaltata da pochissimo e scassata da subito.”

viaPuglia_rotta

Ci si chiede, e sommessamente ci si domanda perchè l’Amministrazione siracusana non prenda esempio da altre realtà, per esempio da un nostro Paese vicino come la Germania.

I tedeschi infatti quando sull’asfalto si produce una buca delimitano tutto il tratto interessato e lo asfaltano da capo, livellando perfettamente la riparazione, in modo che non si creino piccoli dossi che possono essere pericolosi per gli utenti della strada. In Italia invece ci si limita, quando e se si interviene, a colmare la buca con una badilata di bitume, tanto che, la strada, dopo vari interventi, appare tutta ricoperta di chiazze. Quella appena ricordata, è una modalità di lavoro pericolosa, inutile e dispendiosa, perché oltre a non risolvere il problema, visto che non si previene la formazione di altri fossi, rappresenta un costo per la collettivita dati i molteplici e ripetuti interventi ai quali si deve far ricorso. .

A farne le spese, come al solito, sono i cittadini che non sanno dove finiscono le tasse e a volte rischiano di perdere la vita a causa di incidenti provocati dalle cattive condizioni in cui versa il manto stradale.

11778057_10207103559698243_1632585758_nPs: è notizia di questi giorni che in Via Archia, strada asfaltata lo scorso 18 luglio, il 24 luglio fossero in atto lavori da parte dei tecnici SIAM, che, ovviamente, hanno dovuto distruggere il manto di asfalto appena disteso la settimana precedente.

(Fonti: La Sicilia, SiracusaNews, Siracusa Oggi, La Nota 7, Vesuviolive)

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