Servizio Idrico Integrato, acqua e costi salati per una promessa mancata

Di recente la gestione del Servizio Idrico Integrato di Siracusa è tornata prepotentemente in scena, sia per la pubblicazione del Bando a rilevanza Comunitaria promosso dal Comune che per la notizia del presunto danno erariale, il quale ammonterebbe a circa 2,8 milioni di euro, che la Guardia di Finanza ha segnalato alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Palermo. Non si vuol entrare nel merito di quest’ultima vicenda, dal momento che si dovrà attendere il giudizio della Procura chiamata a verificare se tale danno sia stato effettivamente arrecato alle casse del Comune di Siracusa (e di conseguenza alla cittadinanza tutta).

Si ritiene tuttavia indispensabile un focus sul bando di gara pubblicato di recente che, nella sostanza, avrebbe dovuto recepire le osservazioni procedurali che erano state suggerite dall’ANAC di Raffaele Cantone all’Amministrazione Siracusana per l’attribuzione del Servizio Idrico alla SIAM (società che attualmente gestisce il servizio).

Come più volte denunciato anche attraverso valutazioni circostanziate di natura tecnica sullo stato degli assets (scaturiti dai vari sopralluoghi effettuati dal deputato regionale del M5S Stefano Zito presso gli impianti gestiti dalla SIAM:http://www.siracusa5stelle.it/acqua-m5s-i-profitti-al-privato-e-le-spese-al-pubblico/), la qualità dell’acqua a Siracusa è stata oggetto di indagine giornalistica di rilevanza nazionale.

L’ottimizzazione della gestione del Servizio Idrico Integrato (SII) rappresenta una delle promesse mancate dell’amministrazione Garozzo. Il nostro attuale Sindaco, fin dalla campagna elettorale, ad un ritorno alla gestione pubblica del Servizio Idrico; ciò è di fatto avvenuto in tutti i Comuni della Provincia di Siracusa i quali, a seguito di tale scelta, hanno beneficiato di tariffe più leggere rispetto alla gestione privatistica siracusana (e oltretutto assolutamente fallimentare) ad opera della SIAM.

Se da una parte si prende atto che al momento non esistono i presupposti per un ritorno ad una gestione pubblica del SII, dall’altra si ritiene fuorviante ed inutile il tentativo di bandire una gara di rilevanza Comunitaria per un periodo che dovrebbe prevedere l’attribuzione del servizio idrico per soli 12 mesi (con eventuale proroga di altri 12).

Bisogna tenere in considerazione il fatto che gli impianti vetusti necessitano, con estrema urgenza, di ingenti capitali; occorrono investimenti mirati non solo ad un ammodernamento generale del parco apparecchiature (il cosiddetto processo di efficientamento energetico), ma anche all’individuazione di nuovi pozzi che insistano su falde acquifere integre, al fine garantire alla cittadinanza una migliore qualità dell’acqua e una maggiore idoneità al consumo. Per queste ragioni al momento è molto difficile pensare che vi sia un interesse concreto, da parte di qualche operatore nazionale o internazionale (diverso dall’attuale SIAM), a prendersi carico della gestione del Servizio Idrico Integrato di Siracusa.

L’attribuzione del servizio idrico per un periodo di tempo così breve (soltanto 12 mesi) non apporterebbe alcun beneficio ai cittadini, né dal punto di vista economico (dato con non si conseguirebbe un congruo ribasso rispetto alla base d’asta, che è stata fissata in poco più di 14 milioni di euro) né dal punto di vista del miglioramento del SII (poiché nessun operatore, come già detto in precedenza, può avere interesse a pianificare un così oneroso piano di investimenti mirato allo sviluppo e all’ottimizzazione del Servizio, in previsione di un tempo di gestione così limitato).

Il tutto si tradurrebbe, come ormai accade da anni, in una qualità dell’acqua scadente il cui consumo – così come è stato ben provato – ha controindicazioni per bambini ed anziani (http://www.siracusa5stelle.it/la-verita-sulla-qualita-dellacqua-a-siracusa/). È plausibile che i canoni per la distribuzione vengano ulteriormente incrementati, dovendo la SIAM sostenere gli elevatissimi costi dovuti alla gestione di tecnologie vetuste e di apparecchiature arrivate ormai a fine ciclo di vita. Si attende quindi quest’ulteriore attribuzione (se mai avverrà) ad un nuovo operatore, che continuerà a gestire l’ordinario senza apportare alcun miglioramento, né tecnico né economico.

Attendiamo e pretendiamo una legislazione seria, che consenta un’agevole gestione pubblica del bene, in assenza della quale dovremmo rassegnarci alle promesse (ancora una volta disattese) di un scadente Servizio Idrico Integrato, che di fatto eroga acqua salata … proprio come le bollette che i cittadini sono costretti pagare.

MeetUp Siracusa

Stefano Zito, portavoce M5S all’ARS

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