OPEN LAND: INTERROGAZIONE DEL DEPUTATO STEFANO ZITO

La vicenda “Open Land” pende come una spada di Damocle sul portafoglio dei siracusani. Negli ultimi anni, il caso e l’evolversi del fatto è stato seguito con molto interesse. Infatti, si è rilevato un aspetto molto interessante che sembrerebbe essere stato tralasciato da coloro che si sono occupati della vicenda e che il M5S locale intende approfondire.

Ovviamente, non si intende in questa sede alimentare la diatriba che da anni vede contrapposte le schiere dei contrari e dei favorevoli rispetto alla realizzazione del centro commerciale, bensì vuole sperare, che siano messe in atto tutte le procedure previste dalle leggi vigenti, e che gli amministratori preposti al controllo vigilino scrupolosamente nell’interesse della cittadinanza.

Stefano-Zito-2-150x150Il Deputato all’ARS, Stefano Zito del M5S, ha iniziato una attività di verifica direttamente presso gli uffici competenti al fine di stabilire se questa vicenda e gli atti che l’hanno accompagnata durante il percorso, siano in regola con il nostro ordinamento giuridico.

Andando però a ricostruire quella che è la situazione processuale in atto tra il Comune di Siracusa e la Società Open Land, ad oggi il CGA, con sentenza non definitiva, la n. 601/2015, pur riducendo le voci di danno a favore della Open Land S.r.l., ha quantificato a carico del comune di Siracusa il danno risarcibile, di cui alle sentenze ottemperante e, per la liquidazione delle eventuali ulteriori voci di danno, ha disposto supplemento di ctu, rinviando la causa per il prosieguo all’udienza camerale del 17 dicembre 2015.

A seguito di tale giudizio, il Comune di Siracusa ha deciso di ricorrere in Cassazione (fonte La Nota 7 del 21.03.2015), con la pretesa che lo stesso ctu ordinasse la riscrittura della sentenza del CGA, “a causa di un errore di valutazione commesso dai giudici che hanno ordinato il pagamento alla società che ha costruito il centro commerciale”, nella speranza di ottenere un risarcimento inferiore al milione di euro. A tal proposito però, l’art. 110 al Titolo V del codice del processo amministrativo dispone che “il ricorso per cassazione è ammesso contro le sentenze del consiglio di stato per i soli motivi inerenti alla giurisdizione”, il che dovrebbe valere anche per l’organo equivalente in Sicilia, proprio il CGA. Ciò fa pensare che la decisione da parte del Comune di ricorrere in Cassazione sia alquanto azzardata e dispendiosa per le casse già carenti del Comune aretuseo.

E’ delle ultime settimana la notizia secondo la quale il Comune, coraggiosamente, avrebbe ripresentato ricorso al Cga affinché sia rivista la sentenza e rivalutato il risarcimento dei danni. Infatti, viene chiesta la revoca della sentenza in quanto il danno sarebbe stato quantificato dal Tribunale in via equitativa, senza il supporto di riscontri documentali (tratto da siracusanews.it del 02.11.2015 a firma L. Signorelli: http://www.siracusanews.it/node/65635).

Le considerazioni che seguono non sono del tutto scontate. Non è la prima volta che vicende poco chiare in merito all’operato di dirigenti e funzionari del Comune di Siracusa, finiscono con conseguenze che si ripercuotono sistematicamente sul portafoglio della città tutta. La formazione del silenzio-assenso su un’istanza di titolo edilizio, da cui scaturisce il danno che da oltre 5 anni tiene sospeso il fiato dei siracusani, dovrebbe presupporre il rispetto delle norme urbanistiche e dei regolamenti edilizi e non risulta ben chiaro il comportamento del comune di Siracusa sulla vicenda. Stesse considerazioni sull’operato e sulle scelte legali probabilmente azzardate o inadeguate che il Comune di Siracusa ha affrontato relativamente a quanto sopra esposto.

Inoltre, da quanto sappiamo, molti dirigenti e funzionari comunali sono coperti da assicurazione sull’attività amministrativa, alla quale ricorrere in caso di danni economici al Comune.

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Pertanto, tali avvenimenti e considerazioni sono stati riepilogati in una Interrogazione parlamentare che il Deputato ARS del M5Stelle, Stefano Zito, ha inviato all’indirizzo del Presidente della Regione, dell’Assessore per le Autonomie Locali e la Funzione Pubblica e dell’Assessore al Territorio e all’Ambiente (di cui riportiamo testualmente le richieste), al fine di sapere:

  • se non ritengano opportuno verificare eventuali comportamenti posti in essere in violazione della trasparenza amministrativa da parte dei soggetti coinvolti;
  • se intende verificare come è stato possibile che la documentazione presentata al protocollo generale non sia arrivata in tempo all’ufficio urbanistica. Si chiede inoltre, di verificare chi era il responsabile del protocollo generale ed eventuali altri responsabili che, in quel periodo, erano in servizio ed erano preposti alla notifica all’ufficio urbanistica della documentazione pervenuta al protocollo generale.
  • se, qualora dovessero riscontrarsi responsabilità nelle condotte poste in essere dai dirigenti e/o preposti di tutti gli uffici coinvolti, a prescindere dalle eventuali condanne penali, non ritengano opportuno attivarsi affinché il comune di Siracusa si rivalga economicamente sui soggetti responsabili piuttosto che gravare sulla collettività  

Stefano Zito, M5Stelle ARS
Meetup Siracusa

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