INCHIESTA: Multe a Siracusa, che fine fanno i nostri soldi?

COMUNICATO STAMPA

Il Gruppo di Lavoro sulla Mobilità del MeetUp Siracusa, ha analizzato la modalità di spesa dei soldi incassati dalle multe da parte della nostra Amministrazione, almeno dal 2013 in poi, e ne ha scoperte delle belle.

Esiste un articolo del CdS, il 208, il quale stabilisce che almeno il 50% dei proventi derivanti dalle contravvenzioni al cittadino, vengano vincolati in appositi capitoli di bilancio riguardanti la circolazione stradale. Per la precisione stiamo parlando dell’articolo 208, comma 4, lettera a, b e c. Gli obblighi sono vari e abbracciano diverse tematiche: dalla manutenzione della segnaletica stradale, al potenziamento delle attività di controllo, passando per il miglioramento della sicurezza stradale, alla redazione del Piano Urbano del Traffico, per finire alla sistemazione del manto stradale. La legge comunque non esclude la possibilità di destinare anche il restante 50%, o parte di questo, alle finalità sopra previste, ma appare anche scontato affermare che a Siracusa questo non é mai stato fatto, e possiamo capirlo, viste le croniche difficoltà a far quadrare i conti del nostro Bilancio.

Ma torniamo a quel 50% delle multe incassate che la Legge prevede di vincolare per apposite finalità. È stato rispettato negli anni? L’Amministrazione ha ottemperato a tutti gli obblighi di legge? Sembrerebbe di no e vi spieghiamo perché. Sarebbero almeno due le anomalie più grosse:

1) durante l’anno, la giunta ha l’obbligo di approvare una delibera che definisca l’ammontare dei proventi derivanti dalle multe, vincolare la metà di queste somme per determinate finalità che riguardano la circolazione stradale ed individuare con precisione i relativi capitoli di spesa del bilancio di previsione. Questo per l’anno in corso. Perché l’anno successivo queste somme vanno poi rendicontate, ma questo la nostra amministrazione non lo sa, o fa finta di non saperlo. Perché ad una nostra precisa richiesta del 13/03/2017, il Comando della Polizia Municipale risponde in modo evasivo ed un po’ offensivo, nella misura in cui al portavoce m5s Stefano Zito viene detto di non essere ben informato. L’amministrazione scrive infatti che l’obbligo di rendicontare, previsto dall’art.142 CdS, non può essere ottemperato perché il Ministero deve ancora approvare i decreti attuativi. Quindi non è colpa loro.

Ma questo non é vero, perché il legislatore è intervenuto sulla questione con l’art. 4-ter del D.L. n. 16/2012, che dispone che l’eventuale mancata emanazione del decreto interministeriale non preclude l’applicazione delle disposizioni. Ciò vuol dire che al 31 maggio 2014, tutti gli enti locali avrebbero dovuto inviare al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero dellInterno la prevista relazione per lanno 2013. E così via per gli anni seguenti.

Nella risposta, il Comune fa riferimento ai proventi accertati con autovelox (art.142 CdS), solo per il quale è prevista la comunicazione per via telematica al Ministero, mentre per tutto il resto si fa riferimento all’art.142, comma 12-quater della Legge n°285 approvata nel lontano 1992: 12-quater: Ciascun ente locale trasmette in via informatica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed al Ministero dell’interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione in cui sono indicati, con riferimento all’anno precedente, l’ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza di cui al comma 1 dell’articolo 208 e al comma 12-bis del presente articolo, come risultante da rendiconto approvato nel medesimo anno, e gli interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione degli oneri sostenuti per ciascun intervento”. Pertanto il Comune, almeno su questo punto, risulterebbe inadempiente.

2) L’altro punto controverso riguarda l’esatta definizione delle somme vincolate. Analizzando le delibere di giunta ci siamo accorti di una “anomalia” ricorrente: dall’ammontare delle multe l’Amministrazione decurta una somma forfettaria di circa 480.000€ (mica bruscolini) come spese di notifica dei verbali o spese legali, a volte dal totale delle somme, a volte dalla parte vincolata del 50%. L’effetto finale è che la cifra rimanente per gli interventi sulla circolazione stradale si riduce notevolmente (stiamo parlando infatti di quasi mezzo milione di euro all’anno). Si può fare?  A quanto ci risulta no, e a metterlo nero su bianco è la Corte dei Conti della Toscana che con delibera 104 del 2010 ha emanato delle linee guida su questo argomento (pag.7): “si ritiene che le risorse derivanti dai proventi relativi alle sanzioni per violazioni al codice della strada debbano ricomprendere anche tutti gli elementi accessori di natura aggiuntiva previsti espressamente dalle norme e che formano un insieme unico e inscindibile con la sanzione, nel suo valore nominale originario”.

Il sospetto é che l’amministrazione abbia utilizzato queste somme per coprire altri capitoli di bilancio, ma saremmo ben lieti di essere smentiti perché altrimenti saremmo innanzi ad una grave inadempienza. Non stiamo parlando di reati penali, ma di somme che sarebbero dovute essere utilizzate per rifare le nostre strade secondo un obbligo di legge, e che invece sono state spostate per coprire altre spese. Ci auguriamo di no, visto lo stato pietoso delle nostre strade e i tanti annunci dei nostri politici.

Per finire, un’ultima curiosità. Il Comune ci scrive testualmente “.. negli anni in esame il personale di questo Comando non ha eseguito accertamenti delle violazioni dei limiti massimi di velocità ..”. Dato che una fonte ci ha riferito che la Polizia Municipale aveva a disposizione gli strumenti necessari, almeno fino al 2013, per quale motivo questi non sono stati più utilizzati dal 2013 in poi?

INCHIESTA INTEGRALE

Molti siracusani si lamentano e si sono lamentati nella vita reale e sui social delle condizioni disastrose in cui versano i tutti i servizi ed in particolare le strade della città. Purtroppo è una situazione che deriva ed è ascrivibile a tutte le amministrazioni comunali, che negli ultimi 50 anni hanno così esemplarmente governato Siracusa fino a farla diventare un fiore all’occhiello ed un vanto nazionale, in negativo, così come si evince da tutte le classifiche sulla qualità della vita pubblicate di anno in anno da varie testate.

Alla luce di tale situazione si è pensato di analizzare il più fulgido dei servizi offerti ai siracusani: la qualità delle strade.

Perciò, si è tentato di comprendere meglio come le varie giunte, che si sono succedute negli anni, abbiano potuto realizzare una rete stradale unica al mondo, onde poter offrire un esempio di “best practice” da condividere con chiunque si accinga ad amministrare una città.

Punto primo, al fine di poter analizzare il problema, si è dovuto comprendere da dove arrivassero  i fondi per gestire  la manutenzione della rete viaria cittadina per cui si è fatto riferimento alle norme che regolano amministrativamente tale oggetto.

Nello specifico, l’articolo 208 del codice della strada. Esso reca come titolo “Proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie” e spiega, in dettaglio, per cosa vanno spesi i soldi che, nel caso in oggetto, le amministrazioni comunali incassano dalle multe inflitte agli automobilisti.

L’articolo in questione parla molto chiaramente ed infatti, al comma 4 recita che “una quota pari al 50% dei proventi” dovrà essere destinata ai vari capitoli del bilancio riguardanti la circolazione stradale.

La legge elenca minuziosamente le varie voci e le divide in tre sottocapitoli: la lettera a parla di interventi di “sostituzione, di ammodernamento, di potenziamento, di messa a norma e di manutenzione della segnaletica delle strade di proprietà” del Comune. A tale voce vanno destinate somme “in misura non inferiore ad un quarto della quota”, ossia di quel 50% di cui si è detto prima.

Poi vi è la lettera b: essa riguarda il “potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale”. Anche a tale voce, come già per la lettera a, vanno destinate somme “in misura non inferiore ad un quarto della quota”.

Si arriva, poi, alla lettera c: le somme vanno destinate “ad altre finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale, relative alla manutenzione delle strade di proprietà dell’ente, all’istallazione, all’ammodernamento, al potenziamento, alla messa a  norma e alla manutenzione delle barriere e alla sistemazione del manto stradale delle medesime strade, alla redazione dei piani di cui all’articolo 36 (la redazione dei Piani del Traffico), a interventi per la sicurezza stradale a tutela degli utenti deboli, quali bambini, anziani, disabili, pedoni e ciclisti, allo svolgimento, da parte degli organi di polizia locale, nelle scuole di ogni ordine e grado, di corsi didattici finalizzati all’educazione stradale, a misure di assistenza e di previdenza per il personale (…) e a interventi a favore della mobilità ciclistica.” Qui, a differenza delle lettere a) e b), non viene specificata una quota minima.

Ulteriormente, l’articolo 208 del Codice della Strada, al successivo comma 5 si legge: “Gli enti (…) determinano annualmente, con delibera della giunta, le quote da destinare alle finalità di cui al comma 4. Resta facoltà dell’ente destinare in tutto o in parte la restante quota del 50% dei proventi alle finalità di cui al citato comma 4”. Per la precisione, la legge non esplicita per cosa esattamente andrebbe utilizzato l’altro 50%. Sarebbe, comunque. lecito sapere come l’Amministrazione impiega quelle somme.

Si è quindi cercato di capire come il Comune di Siracusa abbia interpretato i commi 4 e 5 dell’articolo 208 negli anni da presi in considerazione, e quindi in quale modo abbia deciso di impegnare quelle somme. Per far ciò, si sono spulciate delibere e capitoli di bilancio degli anni dal 2011 al 2016.

Si sono controllate le voci delle entrate, ossia, quanto il Comune di Siracusa prevedeva di incassare (e poi incassava effettivamente) negli anni dal 2011 al 2016. Per chi volesse andare a verificare, il capitolo specifico del bilancio comunale è il 7820.

Entrate Preventivo Entrate Consuntivo Riscossione
2011 2.151.321,00 € 3.110.000,00 € 1.697.128,00 €
2012 2.455.000,00 € 4.845.543,00 € 1.573.517,00 €
2013 1.600.000,00 € 1.454.910,00 € 1.281.312,00 €
2014 2.100.000,00 € 1.471.693,00 € 1.155.258,00 €
2015 4.180.000,00 € 4.434.406,00 € 1.384.510,00 €
2016 3.000.000,00 € Dato non ancora disponibile Dato non ancora disponibile

Si puo’ notare come. negli anni, per ben 3 volte su 5 (2011-2012 e 2015) la voce delle entrate in consuntivo fosse  superiore a quella del preventivo ed invece negli anni 2013 e 2015 vi siano delle cifre non eccessivamente distanti tra loro. Però, ciò su cui si deve porre l’attenzione è la capacità di riscossione dell’Ente, che come si evince dall’ultima colonna, rimane pressoché costante negli anni aggirandosi sul milione e mezzo di euro. 

“Nella tabella esaminata si nota, per l’anno 2015, un accertamento di entrate relative a sanzioni per violazioni c.d.s. triplicato rispetto ai due esercizi precedenti, a fronte di riscossioni che mantengono, in valore assoluto, un consolidato trend. Si invita l’Ente a mantenere un atteggiamento maggiormente prudenziale nella gestione delle entrate evitando sovrastime nelle entrate ..”, a dirlo non è il M5S, ma i Revisori dei Conti del Comune di Siracusa nella relazione al Bilancio 2015. Tant’è che, sempre i Revisori, accertano una presenza di residui attivi (cioè multe ancora da riscuotere) al primo gennaio 2015 per quasi 4 milioni di euro (€ 3.955.072 per la precisione). Somme che. se non verranno incassate, da crediti diventeranno perdite.

Sarebbe anche interessante capire in base a quali motivazioni le entrate previste per l’anno 2015 siano il doppio rispetto all’anno precedente o il triplo rispetto a due anni prima. Esiste un obbligo di motivazione in tal senso, ma nel Bilancio 2015 pubblicato dall’Ente nella sezione Amministrazione Trasparente, non risulta alcuna relazione di accompagnamento allo stesso.  Nel continuare la disamina degli atti, sempre bilancio comunale alla mano, si è cercato di comprendere come siano state impiegate le cifre disponibili ed in che misura siano state rispettate le quote previste dalla legge.

Nella tabella sottonotata sono riportate anno per anno, le quote assegnate dalla Giunta alle varie lettere dell’articolo 208.

In base a quanto previsto dalla legge ed in base ai dati che si evincono dai bilanci del Comune di Siracusa, le somme da destinare ai vari capitoli avrebbero dovuto avere i seguenti valori (iniziamo con i bilanci preventivi):

  • per il 2012 € 1.227.500,00 (ossia il 50% di quanto incassato). € 1.202.000,00 quello che è stato preventivato complessivamente, cioè meno di quanto previsto dalla legge. Di pochissimo, ma meno. Se, poi, si guardano le varie voci, secondo la legge alla lettera a) spetterebbero € 306.875,00, ma ne sono stati preventivati 16.875 in meno! Come mai?
  • nel 2013 il comune avrebbe dovuto stanziare in totale 800.000 euro, ma ne ha previsti soltanto 637.500 ! Per il capitolo a) si sarebbe dovuta registrare la somma di € 200.000, ma se ne trovano preventivati soltanto €116.000!
  • E nel 2014? Sul 1.050.000 che ci si aspettava di trovare dagli incassi previsti, alla voce spese si sommano soltanto 782.000 euro. Anche qui, un quarto di 1.050.000 fa 262.000, ma alla lettera a) se ne ascrivono soltanto 116.000!
  • Nel 2015 : € 749.060,00 su ben € 2.090.000,00 come somma totale. 522.550 sarebbero stati, invece, gli euro da destinare alla lettera a), ma ne troviamo soltanto poco meno della metà!
  • Ed il 2016 non fa eccezione: ci si aspetterebbero ben 1.500.000 euro di previsione spesa (il 50% dei 3.000.000 che si prevedevano di incassare!), ma nel bilancio si trovano stanziati soltanto 718.516,00. € 375.000 avrebbero dovuto assegnare alla famosa lettera a), ma ne troviamo soltanto 241.000. Inoltre, anche per quanto riguarda la lettera b) del comma 4 art. 208, negli anni 2015 e 2016 sono stati stanziati meno fondi di quanto previsto per legge.A questo punto ci si chiede: come mai le cifre inscritte in bilancio non corrispondano a quanto previsto dalle norme?  Cosa c’è che non va?

Altra cosa che salta agli occhi nel leggere le delibere di Giunta, ed è un aspetto molto curioso ed importante, in quanto va a definire l’esatto ammontare delle somme vincolate. Il fatto che l’Amministrazione decurti una somma forfettaria di circa 480.000€ (mica bruscolini) come spese di notifica dei verbali o spese legali, a volte dal totale delle somme, a volte dalla parte vincolata del 50%. L’effetto finale è che la cifra rimanente per gli interventi sulla circolazione stradale si riduce notevolmente ( ci si riferisce,infatti, a quasi mezzo milione di euro all’anno). Si può fare? 

A quanto risulta no, e a metterlo nero su bianco è la Corte dei Conti della Toscana che con delibera 104 del 2010 ha emanato delle linee guida su questo argomento (pag.7): “si ritiene che le risorse derivanti dai proventi relativi alle sanzioni per violazioni al codice della strada debbano ricomprendere anche tutti gli elementi accessori di natura aggiuntiva previsti espressamente dalle norme e che formano un insieme unico e inscindibile con la sanzione, nel suo valore nominale originario”. 

Il sospetto é che l’amministrazione abbia utilizzato queste somme per coprire altri capitoli di bilancio, si spera di essere smentiti, altrimenti saremmo innanzi ad una grave inadempienza in quanto le somme che avrebbero dovute essere utilizzate per rifare le nostre strade secondo un obbligo di legge,  sono state spostate per coprire altre spese. Noi ovviamente, ci auguriamo di no.

Ma le anomalie nella gestione delle multe non si fermano qui. Durante l’anno, la giunta non solo ha l’obbligo di approvare una delibera che definisca l’ammontare dei proventi derivanti dalle multe, vincolare la metà di queste somme per determinate finalità che riguardano la circolazione stradale ed individuare con precisione i relativi capitoli di spesa del bilancio di previsione,  ma ha anche l’obbligo di rendicontare l’esatta definizione delle somme relative all’anno precedente, ma questo l’amministrazione siracusana non lo sa, o fa finta di non saperlo.

Perché ad una nostra precisa richiesta del 13/03/2017, il Comando della Polizia Municipale risponde in modo evasivo ed un po’ offensivo, nella misura in cui al portavoce m5s Stefano Zito viene detto di non essere ben informato. L’amministrazione scrive infatti che l’obbligo di rendicontare, previsto dall’art.142 CdS, non può essere ottemperato perché il Ministero deve ancora approvare i decreti attuativi. Quindi non è colpa loro.

Ma questo non é vero, perché il legislatore è intervenuto sulla questione con l’art. 4-ter del D.L. n. 16/2012, che dispone che l’eventuale mancata emanazione del decreto interministeriale non preclude l’applicazione delle disposizioni. Ciò vuol dire che al 31 maggio 2014, tutti gli enti locali avrebbero dovuto inviare al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero dell’Interno la prevista relazione per l’anno 2013. E così via per gli anni seguenti.

Nella risposta, il Comune fa riferimento ai proventi accertati con autovelox (art.142 CdS), solo per il quale è prevista la comunicazione per via telematica al Ministero, mentre per tutto il resto si fa riferimento all’art.142, comma 12-quater della Legge n°285 approvata nel lontano 1992:

“12-quater: Ciascun ente locale trasmette in via informatica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed al Ministero dell’interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione in cui sono indicati, con riferimento all’anno precedente, l’ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza di cui al comma 1 dell’articolo 208 e al comma 12-bis del presente articolo, come risultante da rendiconto approvato nel medesimo anno, e gli interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione degli oneri sostenuti per ciascun intervento”. Pertanto il Comune, almeno su questo punto, risulta inadempiente.

Eccovi, a tal proposito, qualche esempio di come il comune di Siracusa interpreta il dovere di fare delle delibere di giunta.

Come si evince, esse non sono per nulla dettagliate e lasciano parecchio spazio a dubbi e perplessità.

Mentre sarebbe più corretto seguire un po’ di più il sottonotato modello:

Ma, ovviamente, questo potrà essere fatto solo quando il M5S governerà questa città. Per adesso si è costretti ad accontentarsi.

Infine, il Comune scrive, sempre in riscontro alla nota del 13/03/ 2017, testualmente “.. negli anni in esame il personale di questo Comando non ha eseguito accertamenti delle violazioni dei limiti massimi di velocità ..”. Dato che una fonte  ha riferito che la Polizia Municipale aveva a disposizione gli strumenti necessari, almeno fino al 2013, per quale motivo questi non sono stati più utilizzati dal 2013 in poi? Dove sono finite le (costose) apparecchiature? A cosa servono allora i cartelli che ogni tanto si intravedono sul controllo elettronico di velocità? Forse hanno un po’ la stessa funzione degli spaventapasseri nei campi di grano.

Nell’attesa di un risposta,  a chiarimento dei numerosi dubbi, e alla luce delle notizie fornite da esperti del settore, verrà inviata la documentazione raccolta alla Corte dei Conti per verificare se vi è stato in questi anni danno erariale alle casse del Comune aretuseo da parte dei nostri Amministratori.

MeetUp Siracusa, Gruppo di Lavoro Mobilità

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