MafiaCapitale in Sicilia, non solo immigrati, ma anche rifiuti?

Il 2015 dovrebbe essere per Siracusa l’anno del nuovo appalto per il servizio di gestione dei rifiuti, che metterà fine ad un lunghissimo periodo di proroghe durato ben 7 anni.

Attorno alla gestione dei rifiuti si concentrano però sempre grandi interessi, così come ha dimostrato anche la recente inchiesta di MafiaCapitale. Molti dei personaggi e delle società coinvolte, infatti, hanno messo le mani sul business della gestione rifiuti e dell’emergenza immigrazione, anche in Sicilia e nel territorio siracusano.

Tutto ruota attorno a Riccardo Mancini, 56 anni, uno dei personaggi chiave dell’inchiesta Mafia Capitale che gli investigatori hanno definito uomo forte dellamministrazione comunale romana e, specificatamente, plenipotenziario del sindaco Alemanno.

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Come ben descritto in questo video da Marco Ortisi (https://www.youtube.com/watch?v=MNMIBy15ROU), e nell’ultimo numero de “La Civetta” del 09 Gennaio, gli interessi di Mancini in territorio siracusano risalgono almeno alla metà degli anni 2000. L’appalto riguardava lo smaltimento dei fanghi accumulati dal 1984 al 1991 nel depuratore siracusano gestito dalla IAS, Industria Acqua Siracusana, che risulta essere una Società per Azioni posseduta al 65% da un ente pubblico, il Consorzio ASI di Siracusa, oggi commissariato, e da diversi partner pubblici privati che detengono quote minoritarie.

imagesDopo la prima gara, andata deserta, nel 2003 iniziava una lunga querelle sulla pericolosità dei fanghi da smaltire che, da quasi tutti i soggetti coinvolti, vennero definiti “non pericolosi”, tranne dal Prof. Fragalà dell’Università di Catania, nominato dalla procura di Siracusa e dall’allora PM Musco, che definì i fanghi cautelativamente pericolosi. Il responso del Prof. Fragalà ebbe come risultato quello di vedere raddoppiato l’importo dell’appalto che, a causa della “pericolosità” del materiale avrebbe dovuto essere smaltito diversamente e pertanto, l’importo dello stesso passava da 28 milioni di euro a 64 milioni di euro. Nel 2006 una Associazione Temporanea di Impresa, capitanata dalla FCC AMBITO, grossa società spagnola specializzata nella gestione dei rifiuti, con la TREERRE e la SO.GE.RI., entrambe, riconducibili a Riccardo Mancini si aggiudicava la gara.

I due bacini del depuratore furono svuotati tra il 2010 e il 2013, e i fanghi trasferiti da Priolo a Rotterdam, dove la FCC AMBITO aveva realizzato una linea di trattamento per separare gli idrocarburi e i metalli pesanti dal materiale fangoso. Il residuo della lavorazione veniva poi recuperato e commercializzato come materiale utilizzato per l’edilizia. Questo sistema garantiva, quindi, un doppio guadagno per la società spagnola che, da una parte incassava l’importo dell’appalto milionario e dall’altro introitava somme per il riciclo del materiale. Ma in tutto questo, che ruolo hanno avuto le società TREERRE e SO.GE.RI di Riccardo Mancini?

L’ipotesi della Procura di Roma, che sta indagando su Mafia Capitale, è quella che l’organizzazione avesse cominciato a interessarsi a qualsiasi tipo di business lungo la Penisola, da nord a sud. Riccardo Mancini, uomo di fiducia di Alemanno, si era dedicato al tema dei rifiuti mentre le cooperative di Buzzi avevano messo le mani sulla gestione del business degli immigrati.

A questo proposito, pare che la Magistratura stia investigando anche sulle procedure di assegnazione e gestione dei centri di accoglienza del siracusano, ma anche la gestione dei rifiuti merita attenzione.
Infatti, gli intrecci di Mancini con il territorio siciliano e diverse aziende locali, ha originato qualche interrogativo.

  •  Nel 2011 ARIA, l’azienda di ACEA, controllata al 51% dal Comune di Roma e specializzata nel settore rifiuti, aveva affidato, tramite procedura negoziata, per ragioni di estrema urgenza, l’appalto per il revamping dell’inceneritore di Terni ad una ATI in cui figurano diverse società: la INTERCANTIERI VITTADELLO SPA, la IGM AMBIENTE, la LOTO IMPIANTI e la SO.GE.RI..

La Intercantieri Vittadello è una storica impresa di opere infrastrutturali di Padova. E’ stata tra i finanziatori della Fondazione Fare Futuro di Gianfranco Fini, e la si ritrova coinvolta nell’inchiesta sul “sistema Sesto” dell’uomo forte del PD lombardo Filippo Penati. Nel 2008 finisce in una inchiesta in Sardegna dove viene accusata di aver utilizzato i fanghi del porto di Oristano per la costruzione della Statale 131. Quelli che, peraltro, dovevano essere destinati a smaltimento in quanto rifiuti speciali. Il processo si è concluso con la prescrizione, ma i guai per la Vittadello non sono finiti dato che alcuni suoi dirigenti sono stati accusati di omicidio colposo, per la morte di un operaio, travolto da una montagna di terra, mentre lavorava in un cantiere della Statale 131.

La IGM Ambiente la conosciamo bene, perché è la stessa società che ininterrottamente dal 1966 si è aggiudicata il servizio di gestione rifiuti a Siracusa.

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La LOTO IMPIANTI, invece, risulta essere una piccola società siracusana specializzata nello smaltimento dei rifiuti. Ma è bastata una breve ricerca per comprendere che IGM Ambiente e LOTO Impianti potrebbero essere, di fatto, la stessa cosa. La LOTO Impianti nasce a fine 2011, ed è cessionaria della IGM. Risulta essere di proprietà di Longo Sebastiano, che ne è anche il rappresentante legale, e di Torcitto Carmelo, il quale risulta essere dipendente della IGM stessa.

Sebastiano Longo è lo stesso al quale, nel 2010, vennero conferiti tutti i poteri in ordine di gestione del contratto di smaltimento dei fanghi IAS.

La SO.GE.RI., società con sede legale a Siracusa fino al 2010, è riconducibile a Riccardo Mancini, il quale è stato in passato amministratore unico, prima di passare la guida dell’azienda ad Emilia Fiorani, compagna di Carlo Pucci, anche lui indagato. La SO.GE.RI è stata a sua volta di proprietà della TREERRE spa, acquistata da Mancini nel 2003 e poi ceduta sempre ad Emilia Fiorani. Sia la SOGERI che la TREERRE facevano parte del raggruppamento di imprese che hanno gestito lo smaltimento dei fanghi del depuratore IAS di Priolo.

Ad inizio 2014, la TREERRE ha ceduto la SO.GE.RI alla EMIS SPA, un’azienda sconosciuta alle cronache ma preziosa per Riccardo Mancini che ne controlla il 99% tramite il figlio. Quindi, come insegna il gioco delle scatole cinesi, la gerarchia azionaria della EMIS conduce fino alla SO.GE.RI, che Mancini controlla per intermezzo delle altre aziende che fanno da filtro.

  • Nel 2010 la VITTADELLO SPA si aggiudicava l’appalto per la costruzione di un impianto per il trattamento dei rifiuti della provincia di Oristano, in Sardegna. Questo veniva poi sub-appaltato alla IGM AMBIENTE ed ancora alla LOTO IMPIANTI. Nel 2012, la provincia di Oristano voleva vederci chiaro sullo stato di avanzamento dei lavori, e, successivamente, decideva di rescindere il contratto nei confronti della IGM e della LOTO. L’impianto sarà poi completato nel 2014 dalla Vittadello.
  • Sempre nel 2010 la Regione Sicilia indice un bando di gara per i lavori di copertura provvisoria e regimazione del biogas della discarica per rifiuti in C.da Cardona, Siracusa. A Marzo del 2014 l’appalto venne affidato ad una ATI rappresentata dalla PRECON SRL, dalla TREERRE SPA e dalla LOTO IMPIANTI SRL, con un ribasso del 47,5%.
  • Nel corso del 2013, l’Assessorato Regionale, Dipartimento Acqua e Rifiuti, pubblicava in Sicilia diversi bandi di gara per la realizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti urbani, a Gela, ad Enna, a Messina e a Palermo. A Gela, Enna e Palermo tra le ditte che hanno risposto al bando vi erano la ATI costituita dalla VITTADELLO SPA, TORRICELLI SRL, LOTO IMPIANTI e SO.GE.RI. A Palermo la gara si è conclusa, con l’affidamento definitivo dell’appalto alla succitata Associazione di imprese. Mentre per l’impianto di Messina, una delle ATI che hanno presentato offerta è costituita dalla LOTO IMPIANTI, TREERRE SPA e COSTRUZIONI COSTANZO.

Come si evince dalla ricostruzione dei fatti, TREERRE E SO.GE.RI., sono società tutte riconducibili a Riccardo Mancini. Cosa abbia spinto il Mancini a entrare in società con altre imprese per la costruzione di impianti di trattamento rifiuti e quali siano i rapporti con gli altri soggetti, è in questo momento al vaglio dei carabinieri del Ros di Roma, che conducono le indagini per conto della Procura capitolina.

I prossimi mesi saranno decisivi per Siracusa e la Sicilia. Infatti, si paventa l’imminente chiusura di alcune discariche, e, secondo voci che iniziano a circolare, si preannunzia la costruzione di inceneritori. Sull’isola aleggia lo spettro dell’emergenza rifiuti. Intanto, il Comune di Siracusa è alle prese con il nuovo bando per l’attribuzione dell’appalto per la raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Si spera, finalmente, di schiodare la città aretusea dal misero 3% di raccolta differenziata ottenuto nel 2013. Come si è rilevato dalla disamina dei numerosi atti, laddove esistono forti interessi economici, ci sono “grandi famiglie” che tentano di inserirsi e non sempre nell’interesse del cittadino. Si rende necessario quindi, un controllo attento e costante al fine di sottrarre, le tematiche fondamentali per la vita dei residenti, ai grandi appetiti delle associazioni criminali.

I MeetUp di Siracusa

 

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