M5Stelle: Siracusa ottiene il certificato di fallimento

La “Mappa dell’Italia che cerca di uscire dalla crisi”, diffusa lunedì da Il Sole 24 ore, è una
certificazione lampante dell’immobilità economica in cui è sprofondata la Provincia di Siracusa.
I dati elaborati da Prometeia, riguardanti il triennio 2013-2016, sono stati confrontati con i dati
prodotti dagli studi effettuati nel 2014, relativi al periodo 2009-2013, allorquando la crisi iniziava a mostrare i suoi effetti e da quello che si evince, leggendo le tabelle, la città aretusea non è restata immune dalle conseguenze che hanno coinvolto tutta la nazione.

A preoccupare è soprattutto la classifica del reddito annuo pro-capite degli italiani, in cui Siracusa è posizionata all’ultimo posto, con soli 14.637 €, con una flessione del 13,1 %. Più in generale, Siracusa si attesta al terz’ultimo posto (95 su 100), con 31,9 punti su 100, tra le città che hanno provato a reagire alla crisi economica.
C’è da sottolineare, oltretutto, che la città ha vissuto, nel periodo esaminato, l’avvicendamento di due amministrazioni dal Centro Destra a quella di Centro Sinistra, senza avere trovato un antidoto che riuscisse ad ammortizzare tale prostrazione.

Certamente e innegabile che il trend è negativo un po’ in tutto il territorio nazionale, purtuttavia, la sensazione è che la politica a tutti i livelli, nazionale, regionale e locale, non abbia giocato tutte le carte disponibili per combattere una sempre più grave situazione.

La politica nazionale, in totale balia dei dettami europei (solo quando questi rispecchiano gli interessi del Partito Democratico), sembra essere distaccata dalla realtà del paese e dai problemi del popolo. La Regione Siciliana si avvia a concludere quello che forse verrà ricordato come il più inefficiente ed incapace governo che la storia isolana abbia mai conosciuto.
Per quanto riguarda la politica locale, non si può sicuramente gioire in quanto l’amministrazione non verrà certo ricordata per aver dato a questa città quella spinta e soprattutto quel “cambiamento” promesso durante l’ultima campagna elettorale.

Indubbiamente, si riconosce che non è facile operare nel contesto sopra rappresentato. Ma si ha la sensazione che in questi anni sia mancata soprattutto una strategia e la lungimiranza per immaginare una Città diversa.
Non basta aver attinto a qualche fondo europeo per sistemare una strada o una piazza né istituire una ztl al centro storico il fine settimana oppure, accendere una tabella elettronica. Non basta piazzare qualche opera d’arte su un litorale lasciato all’abbandono, o una piccola statua all’ingresso di Ortigia. Non basta realizzare due mesi di tragedie al Teatro Greco soprattutto non ci si può sentire smart per questo!

Insomma, l’unica arma che questa città ha a disposizione per risollevarsi è il turismo? Ormai lo
sanno anche le pietre. Effettivamente, in certi periodi dell’anno Siracusa pullula di viaggiatori,
purtuttavia si resta ben lontani dai numeri che questa città, per le risorse naturali, archeologiche, artistiche, paesaggistiche, enogastronomiche ecc. che possiede, potrebbe e dovrebbe sostenere.
Ben lontani da numeri realizzati da città o piccoli borghi che in Italia riescono ad ottenere, anche in piena crisi, pur non avendo nemmeno la metà delle risorse che conta la città aretusea.

Insomma, senza voler sindacare sulla buona o meno volontà dei nostri amministratori, sembra che Siracusa non abbia ancora deciso cosa fare da grande.

Meetup Siracusa

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