ACQUA, M5S: i profitti al privato e le spese al pubblico?

L’affaire SIAM torna prepotentemente alle luci della ribalta, ed il M5S vuole portare all’evidenza della cittadinanza 3 aspetti che avranno un impatto pesantissimo sulle tasche dei già stremati contribuenti siracusani che pagano tasse salatissime per servizi inesistenti.
1) SIAM starebbe iniziando una campagna di sostituzione dei contatori dell’acqua per la quale verrebbe addebitato nella prossima fattura sia il costo di acquisto che quello di sostituzione dello stesso contatore, ovviamente, maggiorato del margine di utile che la SIAM si deve riservare per svolgere tale attività In merito a questo punto si informa che, l’Autorità Garante per l’energia, all’art. 11 della deliberazione del 28.12.1999 STABILISCE che la sostituzione del contatore può avvenire solo con il consenso scritto del cliente, che dopo aver preso visione dei consumi registrati al momento della sua sostituzione, li sottoscrive. E’ evidente pertanto che questa attività si sta svolgendo, senza un consenso degli utenti, e che tale intervento sta contravvenendo alla deliberazione dell’Autorità.
2) SIAM starebbe contabilizzando in fattura un conguaglio che non è relativo al periodo intercorrente dall’inizio della gestione SIAM, risalente al 1° MARZO 2015 ad oggi, ma antecedente al 2015 e quindi relativo al periodo della gestione AD INTERIM DEL COMUNE DI SIRACUSA. Conguaglio che andrebbe accreditato sulle casse comunali.
3) SIAM pare stia ponendo a carico del COMUNE DI SIRACUSA eventuali interventi di investimento per sostituzioni di macchine/apparecchiature.

IL SOPRALLUOGO – GLI INVESTIMENTI

In merito a questo ultimo punto, alcuni giorni fa, attivisti del M5S SIRACUSA unitamente al Portavoce Regionale Stefano Zito, si sono recati presso gli impianti di depurazione di Contrada CANALICCHIO, attualmente gestiti dalla Società SIAM SRL (costituita dalle società ONDA ENERGIA + DAM)

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Durante l’incontro congiunto, è stato affrontato proprio il punto più controverso della gestione SIAM e cioè quello relativo alla voce INVESTIMENTI.
Da sottolineare che, nel contratto di stipula dell’affidamento, sottoscritto in data 13/02/2015 tra il Comune di Siracusa ed i rappresentanti della nuova società affidataria, è chiaramente indicato, tra gli obblighi inderogabili delle nuova società (clausola a) dell’art.1 del contratto), proprio la presentazione di un piano di investimenti straordinario delle reti e degli impianti.
Nel successivo articolo 4) viene ribadito che la nuova società si sarebbe fatta carico di ogni spesa di manutenzione ordinaria e straordinaria per mantenere il perfetto stato di uso degli impianti, previa comunicazione alla stazione appaltante ed assenso limitatamente alle manutenzioni straordinarie. Il punto cruciale dell’articolo 4 è proprio relativo all’accordo che ogni intervento, di manutenzione ordinaria e straordinaria ammortizzato, non comportasse aggravio per il bilancio comunale.

Ciò però andrebbe in contraddizione con quanto dichiarato dal personale della SIAM, per la quale l’azienda sarebbe contrattualmente impossibilitata ad effettuare qualsiasi tipo di investimento tecnico per migliorie impiantistiche.
E’ emerso comunque che, in caso fosse necessario un intervento per sopravvenute necessità (sostituzioni di pompe, tubazioni, valvole, strumentazioni), su richiesta della SIAM, il Comune avrebbe potuto finanziare la spesa caricando, quindi, sulle casse comunali e conseguentemente sulla collettività l’importo di tale investimento con evidente mancata applicazione di una delle clausole contrattuali.
C’è da registrare, su questo aspetto, un’anomala attività tecnica svolta dal Comune che, durante la gestione transitoria, ha caricato sul proprio bilancio, voci di spesa, per interventi di manutenzione, che certamente non erano configurabili come semplici attività di manutenzione ordinaria.

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Il Comune stesso infatti, avrebbe prelevato dai propri capitoli di spesa, ingenti somme per l’acquisto di ricambi, sostituzioni di macchine, acquisti di tubazioni, e valvolame per decine e decine di migliaia di euro.
Tali interventi di manutenzione, che già la fallimentare gestione SAI8/SOGEAS avrebbe dovuto prevedere, sono stati effettuati, durante la gestione del tutto temporanea e straordinaria, proprio dal COMUNE DI SIRACUSA, soprattutto nel periodo immediatamente successivo all’affidamento del SERVIZIO IDRICO INTEGRATO alla nuova SIAM.
Pertanto, tali operazioni risulterebbero essere fortemente in contraddizione con quanto successivamente stipulato in capitolato d’appalto, che prevede “l’ammodernamento”, ove possibile e ove necessario, degli impianti come compito attribuito alla nuova società.
La stessa SIAM però, presentandosi con lo slogan, “SI ASSUNZIONI, NO INVESTIMENTI” aveva già chiuso ad un eventuale revisione del parco infrastrutturale, contraddicendo in toto l’articolo 1) del contratto sopra citato.

E’ chiaro quindi come la dinamicità e la rapidità con la quale il COMUNE è intervenuto, in più casi e con propri fondi, appare, ai più, strana e quantomeno fuori luogo.
Non dimentichiamo che, proprio nel contratto di stipula tra le parti, nella clausola c) dell’art.1, si fa riferimento all’assunzione di n°2 Dirigenti che, all’epoca erano in servizio alla SOGEAS e che, risultano essere stati consulenti del Comune di Siracusa, durante il periodo di gestione transitoria del Servizio.
E’ evidente che tale attività di consulenza abbia, senza dubbio, portato all’individuazione di quelle criticità infrastrutturali di cui tutti erano a conoscenza e che invece di essere caricate sul bilancio comunale, potevano essere direttamente operate dalla nuova società SIAM con fondi propri.
Pertanto, l’aver addebitato gli investimenti sul bilancio del COMUNE ha certamente recato aggravio di spesa per le già magre risorse delle casse comunali. Questo comportamento, ha favorito la nuova società che, in virtù di queste scelte, si sarebbe trovata a non dover sostenere alcune ingenti spese manutentive, con il conseguente beneficio di trovarsi in bilancio più utili di quelli eventualmente previsti.
In tutta questa vicenda, certamente, è il cittadino contribuente siracusano a farne le spese che, a differenza della SIAM, ha dovuto sostenere, di tasca propria sia i costi diretti della bollettazione che quelli, indiretti, delle spese sostenute dal Comune nel periodo di gestione transitoria.
Ricordiamo infine, che non essendo società pubblica, la SIAM non ha l’obbligo del pareggio di bilancio, ma il mandato di massimizzare la remunerazione per i suoi azionisti.

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La visita congiunta, come sopra ricordato, ha evidenziato le sottoelencate criticità che meritano delle risposte chiare a beneficio della collettività:
– Non risulta affatto chiaro se eventuali riparazioni di macchine e/o sostituzioni di parti di impianto siano da considerarsi investimento e quindi vadano caricate sulle casse comunali o devono essere gestite direttamente con i fondi della SIAM.
– Nel caso in cui gli interventi tecnici ordinari (siano essi di riparazione o di sostituzione tal quale di apparecchiatura) fossero addebitati sulle casse comunali, ci si chiede di quali aspetti strutturali, a parte quelli di conduzione degli impianti e di amministrazione del personale, si farebbe carico la SIAM?
– Se qualsiasi attività tecnica, di sostituzione, riparazione ed eventuale ammodernamento di un qualsivoglia componente dell’impianto, fosse effettuata dal COMUNE, è fuori dubbio che i costi relativi verrebbero, ovviamente, a ricadere sui contribuenti.
image93Nel caso in cui una delle attività sopra citate fosse gestita dal COMUNE a spese dei contribuenti, risulta evidente che a beneficiarne non sarebbe la collettività, che si vedrebbe caricata sia dei costi diretti della bollettazione che dei costi indiretti sostenuti dall’Amministrazione, ma sarebbe solo la SIAM a beneficiarne, traendo vantaggio, quindi, da misure di “finanziamento” indiretto adottate dal COMUNE stesso.
Alla luce di queste considerazioni ci si chiede, che senso abbia avuto l’affidamento ai privati del Servizio Idrico Integrato a Siracusa.

IL SOPRALLUOGO – LO STATO DEGLI IMPIANTI

La visita, inoltre, è stata effettuata con lo scopo di valutare lo stato manutentivo di alcune tra le apparecchiature più critiche dell’intero impianto, ed in particolare, quelle che hanno l’importante funzione di garantire l’erogazione di acqua alla quasi totalità del territorio comunale.
Dopo aver effettuato una rapida visita all’impianto di trattamento acque reflue urbane di CONTRADA CANALICCHIO, si è concentrata l’attenzione sulla stazione di sollevamento di SAN NICOLA che, unitamente alla contigua stazione di sollevamento DAMMUSI rappresenta una delle infrastrutture impiantistiche più critiche e necessarie per garantire la continua erogazione di acqua.
Come confermato da uno dei Responsabili Tecnici di SIAM, le due stazioni di sollevamento costituirebbero una delle criticità maggiori lasciate in eredità dalle passate e sciagurate gestioni.

11749367_10207520192028849_425380375_nIl sopralluogo congiunto ha, in effetti, dimostrato un elevato stato di usura delle apparecchiature deputate al rilancio delle acque, ed è stato ovviamente confermato l’elevato dispendio di energia elettrica, causato proprio dalla vetustà delle macchine che compongono l’impianto di sollevamento.
Le due stazioni, infatti, durante le ore di punta, assorbono circa 1,2 MW di potenza, che, ovviamente, si traducono in elevati consumi di energia elettrica, che rappresentano certamente la parte di impianto che crea una maggiore spesa.
L’efficientamento energetico della stazione di sollevamento SAN NICOLA, come anche quella di DAMMUSI, consentirebbe attraverso l’adozione di soluzioni tecniche all’avanguardia, un risparmio notevole nei consumi elettrici che, come ci è stato dichiarato, ammontano nella totalità a circa 450.000 EURO/mese per l’intero asset di SIAM.
Tale efficientemento consentirebbe, certamente, un risparmio nei consumi e ad una immediata riduzione delle tariffe, già elevate, che gravano sulla collettività, consentendo, quindi, di avere impianti all’avanguardia e con un tasso di consumi elettrici certamente più ridotto.
Dal momento che, come è infine risultato, la SIAM ha provveduto a cambiare fornitore di energia elettrica, passando da ENEL ENERGIA a EDISON, beneficiando, come si può immaginare, di prezzi agevolati, ci si chiede se la diminuzione media di circa l’1% sulle tariffe adottate dalla SIAM non possa essere ulteriormente ridotta, a vantaggio di una cittadinanza letteralmente stremata da tasse comunali, che già risultano tra le più elevate dei Comuni capoluogo d’Italia.

Al di là, quindi, degli aspetti tecnici che hanno messo in evidenza tutto lo stato di precarietà in cui versano gli impianti, si invitano i cittadini a riflettere sulla gestione degli investimenti che, come sottolineato in premessa, rimarrebbero a totale carico del COMUNE e quindi dei siracusani.
L’Amministrazione GAROZZO, smentendo totalmente quanto promesso in campagna elettorale, ha guidato con successo l’operazione di riaffidamento del SERVIZIO IDRICO INTEGRATO a Società privata, mentre i restanti comuni della provincia aretusea, hanno riportato in house il servizio idrico facendolo tornare servizio pubblico.
Al Sindaco vorremmo chiedere di quale guadagno ha beneficiato il cittadino siracusano se, a quanto pare, gli investimenti per la manutenzione ordinaria e straordinaria li fa il COMUNE, ma i proventi della bollettazione li incassa il gestore privato?

Stefano Zito, portavoce MoVimento 5 Stelle

MeetUp SIracusa

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