A18 Siracusa-Gela, l’autostrada non c’è…il pedaggio si.

COMUNICATO STAMPA

Il MoVimento 5 Stelle Siracusa, MeetUp “Grilli Aretusei”, ha presentato una interrogazione parlamentare all’Assemblea Regionale Siciliana, tramite il portavoce Stefano Zito, in merito ai ripetuti annunci da parte del CAS (Consorzio Autostrade Siciliane) di una imminente apertura dei caselli autostradali della Siracusa-Gela, percorribile fino a Rosolini. Nell’interrogazione chiediamo, a tutte le autorità competenti, di avere rispetto del popolo siciliano e memoria del passato. Prima di pretendere il pagamento di un servizio che i cittadini hanno già ampiamente pagato e che aspettano da più di 40 anni, sarebbe il caso di dare risposte chiare e certe sulla realizzazione finale di quest’opera, sui fondi utilizzati, sui tempi e i modi, nonché sulle condizioni di sicurezza che la stessa opera deve garantire.

  • Preso atto dei tempi biblici di realizzazione di quest’opera;
  • preso atto delle modalità a dir poco “vergognose” di esecuzione dei pochi chilometri esistenti;
  • preso atto della grave situazione economica in cui versa l’area Sud-Orientale della Sicilia;

ci chiediamo come sia possibile solo immaginare di introdurre il pagamento di un pedaggio di un tratto autostradale limitato ed indecente, il cui completamento sembra ancora molto lontano nei tempi, andando a colpire un settore già ampiamente compromesso, cioè quello dei trasporti, su cui si deve basare lo sviluppo della regione, in termini di valorizzazione delle eccellenze agricole e del patrimonio naturalistico, storico e culturale.

Abbiamo realizzato un documento/denuncia, che di seguito potete leggere e/o scaricare, in cui raccontiamo la storia recente di questa infinita opera e lo stato attuale dei lavori.

Nella prima parte si riprende ed approfondisce una vicenda giudiziaria poco conosciuta, che vede coinvolti anche esponenti della politica nazionale, di cui in passato hanno parlato solo poche testate giornalistiche nazionali (es. La Repubblica) e locali (es. La Civetta).

Nella seconda si valuta lo stato attuale dei lavori, con un occhio particolare al capitolo dei finanziamenti, comunitari e nazionali, con cui si dovrebbe realizzare l’opera, mettendo in risalto tutte le contraddizioni e incertezze legate ai tempi e ai modi di completamento della tanto agognata autostrada Siracusa-Gela.

Potete scaricare il documento anche in .pdf: prima parteseconda parte.

Buona lettura e buona informazione a tutti.

MoVimento 5 Stelle Siracusa, MeetUp Grilli Aretusei.

A18, Siracusa-Gela, una storia tutta siciliana, e non solo.

Burocrazia, lungaggini, rinvii e affari poco chiari, la classica storia all’italiana che ha già tutti i contorni del ridicolo perché se si continua a perdere tempo si rischia concretamente di compromettere il finanziamento disposto dall’Unione Europea relativo all’autostrada Siracusa-Gela. Perchè???

L’autostrada A18 è un’autostrada italiana composta da due diversi tronchi, il primo, a pedaggio, collega Messina con Catania ed è lungo 76,8 chilometri, mentre il secondo, senza pedaggio, collega Siracusa a Rosolini ed è lungo 40 chilometri. Entrambe le tratte sono gestite dal Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS) che si occupa solo dell’ordinaria amministrazione e della manutenzione, ma la proprietà dell’autostrada, come anche delle altre due autostrade siciliane, è passata nel 2010 nelle mani dello Stato.

Il progetto originario della Siracusa-Gela fu realizzato negli anni ’70, e si sarebbe dovuto inserire in un progetto di sviluppo industriale della Sicilia Sud-Orientale, stabilendo un rapido collegamento tra i poli petrolchimici di Gela e Siracusa.

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Il primo tratto dell’autostrada fu completato e aperto nel lontano 1983, appena 9,5 chilometri che collegavano Siracusa a Cassibile, dopo di che il nulla!!! Per circa 20 anni tutto rimane bloccato, ma nei primi anni 2000 riprendono i lavori e il 14 Marzo del 2008 viene aperto il tratto Cassibile-Noto. Un ulteriore tratto, quello da Noto a Rosolini (circa 16 chilometri), viene prima sequestrato dalla Procura di Siracusa per cedimenti anomali pericolosi del manto stradale, ma poi aperto il 24 Ottobre 2008.

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E’ notizia di qualche settimana fa, che il Presidente della Regione Rosario Crocetta, ha lanciato il bando di gara per la realizzazione dei lotti 6, 7 e 8 dell’autostrada Siracusa-Gela relativi al tratto Rosolini-Modica. Appena 19,8 chilometri per l’esattezza, mentre si prospettano tempi molto lunghi per il tratto immediatamente successivo, fino a Ragusa (lotti 9, 10 e 11), ed infine nulla di concreto per il tratto finale, da Ragusa a Gela, per il quale non è stato redatto neanche il programma preliminare. Ma questa è un’altra storia e ne parleremo più avanti.

Torniamo alla tratta esistente, cioè quella da Siracusa a Rosolini, e vediamo di capirci qualcosa in più. La storia maledetta di questa Provincia e della sua autostrada di periferia dell’Italia e dell’Europa, apparentemente dimenticata da tutti, si intreccia con una delle classiche vicende che portano alla luce i rapporti poco chiari fra politici, imprenditori e banchieri, soprattutto quando di mezzo ci sono i soldi pubblici.

Tutto inizia da un’indagine sull’assegnazione di appalti pubblici per la creazione di parchi eolici. Da lì emerge la vicenda della cosiddetta loggia P3, e ancora, l’indagine della Procura Antimafia sugli appalti del G8 e il terremoto de L’Aquila. I nomi iscritti nel registro degli indagati sono sempre gli stessi: l’allora Senatore del PDL Marcello Dell’Utri, l’allora sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, l’imprenditore fiorentino Riccardo Fusi ed il coordinatore nazionale del PDL Denis Verdini, tanto per citarne alcuni.

E’ a questo punto che salta fuori la quasi dimenticata “autostrada siciliana”. Gli ispettori della Banca d’Italia e le Procure di Firenze e Perugia si imbattono in una strana “movimentazione” di quasi quattrocento milioni di euro che dal 2004 al 2007 transitano sui conti della Btp (Baldassini-Tognoli-Pontelli) di Riccardo Fusi. Un flusso enorme di denaro che entrava ed usciva, anche nel giro di 24 ore, da un conto all’altro, dicono gli inquirenti. E, naturalmente, la “centrale operativa” di questa triangolazione era il Credito Cooperativo Fiorentino del coordinatore PDL Denis Verdini, pluri indagato dalle procure di mezza Italia. Ma l’interrogativo al quale gli ispettori di Bankitalia e gli inquirenti di Firenze e Perugia tentano di dare una risposta è per quale ragione la Btp di Riccardo Fusi, attraverso il Credito Cooperativo Fiorentino, abbia fatto fare avanti e indietro a quei 400 milioni di euro.

Ed è qui che a smascherare Fusi e soci, pare intervenire quella parte della contabilità aziendale che concerneva un grande appalto: l’autostrada Siracusa-Gela. Un appalto da 103 milioni di euro che la Btp si era aggiudicata insieme a due società consortili gemelle, la “Sige Rosolini” e la “Sige Noto” che facevano capo a due imprenditori siciliani, Salvatore Ferlito e Andrea Vecchio, che detenevano però una quota di minoranza, il 16 per cento contro l’84 per cento della Btp di Riccardo Fusi. I due imprenditori siciliani, pur facendo parte del consiglio d’amministrazione, non hanno mai avuto voce in capitolo, la Btp faceva quello che voleva e la contabilità era nota soltanto all’azienda di Riccardo Fusi ed alla banca dell’amico Denis Verdini.

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Ed ecco che il cerchio si chiude: i 400 milioni di euro vagavano dalla società di Fusi alle società controllate da Fusi stesso, grazie alla connivenza della banca di Verdini. Infatti Riccardo Fusi fa aprire due conti correnti presso il Credito Cooperativo Fiorentino ai due imprenditori siciliani, e sui conti delle due società controllate cominciano ad affluire somme ingentissime per “finanziamenti” da parte della Btp che vengono stornate e restituite alla Btp stessa in giornata.

C’è di più: l’appalto per la Siracusa-Gela ammontava a 103 milioni di euro, mentre nel periodo compreso tra il maggio 2004 ed il dicembre del 2007 la Btp di Riccardo Fusi ha “finanziato” complessivamente le “Sige” Rosolini e Noto per un importo di circa 300 milioni di euro, quasi il 300 per cento in più rispetto al valore complessivo dell’appalto per la costruzione dell’autostrada. Non solo ma anche quando (nel 2006) i lavori per la costruzione dell’autostrada erano già conclusi, la Btp ha continuato a finanziare le sue società satelliti. Perché? Anche questo interrogativo è ancora irrisolto. Soltanto Fusi ed il Credito Cooperativo di Denis Verdini potrebbero dare una risposta.

Dalle conversazioni telefoniche tra Riccardo Fusi ed il suo socio Riccardo Bartolomei che aveva potere di firma sui conti delle due società “Sige” controllate dalla Btp, c’è uno spunto di spiegazione: “Non sono mica soldi veri perché entrano e riescono, non so se mi spiego. L’importante è fare il giro”. Il sospetto degli ispettori di Bankitalia e dei magistrati di Firenze e Perugia è che Riccardo Fusi, esposto con il sistema bancario per oltre 900 milioni di euro, faceva girare quella montagna di soldi per “movimentare” i suoi conti e quelli delle sue società dove nel giro di 24 ore entravano ed uscivano centinaia di milioni di euro. E con questo sistema, grazie ai banchieri amici, soprattutto grazie al Credito Cooperativo Fiorentino di Denis Verdini, Fusi otteneva finanziamenti ed anticipi che altri imprenditori senza amici e protettori non avrebbero mai ottenuto.

Ma torniamo alla nostra tanto agognata autostrada Siracusa-Gela: quello che ci chiediamo è come sia possibile che, a fronte di finanziamenti così ingenti, ci ritroviamo un’autostrada simile alle montagne russe dei luna-park? Sembra chiaro che l’obiettivo sia stato quello di lucrare oltre ogni ragionevole limite risparmiando sui materiali, così come afferma la Procura di Siracusa, quando nel Dicembre 2010, emette una ordinanza di sequestro di titoli azionari della Baldassini-Tognozzi-Pontello per un valore complessivo di 6.673.000 euro. Nell’inchiesta, che aveva portato al sequestro della tratta in questione nell’Aprile 2008, poi dissequestrato ad Ottobre, finiscono indagati i vertici della BTP oltre a tecnici e funzionari Anas. L’accusa è quella di aver attestato la perfetta realizzazione dell’opera in assenza però di indagini su punti cardine per la corretta esecuzione a regola d’arte. In tal modo, Anas e Consorzio autostrade siciliane sarebbero state tratte in inganno nel disporre la liquidazione nei confronti dell’impresa appaltatrice, con un danno patrimoniale di quasi 7 milioni di euro. La Procura ha accertato che per la realizzazione dei 10 chilometri che vanno da Noto a Rosolini “è stato utilizzato materiale di riempimento assolutamente non idoneo e ben diverso da quello previsto nel capitolato d’appalto”, e prelevato in gran parte “non da cave bensì da scavi e pertanto inadeguato a sostenere il peso di un traffico anche pesante e dunque soggetto a forte erosione a seguito di infiltrazione delle acque”.

L’inchiesta dei magistrati scaturisce da una relazione del Preside della Facoltà d’Ingegneria dell’Università di Enna, Giovanni Tesoriere, che nell’aprile del 2010 aveva firmato le 9 pagine della relazione richiesta da Patrizia Valenti, la presidente del CAS che aveva chiesto dei chiarimenti prima di subire alla fine la defenestrazione e il commissariamento del Consorzio da lei diretto, e consegnata poi da quest’ultima ai magistrati. Nella relazione venivano spiegate le cause che hanno portato il tratto incriminato alle attuali penose condizioni: “Il consorzio delle imprese, esecutore dei lavori, per la massicciata aveva utilizzato terre argillose o argillo-limose, quindi materiali scadenti qualificati come A6. Per tali ragioni il manto si deforma a causa delle infiltrazioni piovane e si formano delle buche non riparabili definitivamente. Ė amaro constatare che per costruire il tratto Noto-Rosolini ci siano voluti 150 milioni di euro e 200 milioni servirebbero per rifarlo secondo le regole”. Le responsabilità delle società e delle ditte, oltre che dei tecnici nominati dall’Anas, che hanno falsamente dichiarato la perfetta realizzazione dell’opera, sarà valutata in sede processuale.

400_USCITA_ROSOLINI_OBBLIGATORIARicapitolando, nell’aprile 2008 la polizia stradale sequestra il tratto Noto-Rosolini, all’epoca non ancora aperto al traffico, perchè il manto era così deformato da mettere a rischio l’incolumità degli automobilisti e in tutto il tratto autostradale fra Cassibile e Rosolini vi era un inopportuno dislivello di circa 37 centimetri. Nel dicembre 2008 spariscono nove escavatori e viene distrutta una minipala, con un danno di circa seicentomila euro, sempre nel cantiere lungo il tratto tra Cassibile e Rosolini. Ma alla fine, il 24 Ottobre 2008, i siciliani hanno potuto finalmente godere della tanto sospirata autostrada Siracusa-Gela…percorribile però fino a Rosolini.

FINE PRIMA PARTE…

Fonti: 1) Wikipedia 2) La Repubblica 3) La Civetta 4) BTP05 – bilancio civilistico 5) La Sicilia 6) GdS

 

A18, Siracusa-Gela, a che punto siamo?

1373146829_laimo080140820130702ctLo aveva finalmente annunciato lo scorso 2 Luglio, il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta: “A partire dal 5 luglio è pubblicato sulla Guri e sulla Gazzetta europea, il bando di gara di 172 milioni di euro per la realizzazione dei lotti 6, 7 e 8 dell’autostrada Siracusa-Gela relativi al tratto Rosolini-Modica”.

Ebbene si, sulla Gazzetta Ufficiale, quinta serie speciale – Contratto pubblico n° 78 del 05-07-2013, troviamo il tanto atteso bando di gara.

Tutto questo rappresenta sicuramente una buona notizia, anche se gli ostacoli sul percorso della realizzazione dell’opera non mancano mai. Primo fra tutti i tempi.

Infatti in questi anni abbiamo assistito a continui rinvii da parte delle autorità competenti, sia per quanto riguarda l’approvazione dei progetti sia per quanto riguarda la pubblicazione del bando e l’inizio dei lavori. L’ultimo annuncio, poi disatteso, è dello scorso 18 Febbraio, quando veniva data per certa la pubblicazione del bando ed invece solo silenzio.

Fanno bene il Presidente Crocetta e il commissario del CAS Gazzarra ad essere entusiasti per le ricadute occupazionali e le possibilità di sviluppo che questa opera potrebbe avere nella zona sud-orientale della Sicilia, ma bisogna stare attenti ai tempi.

Si perchè la cifra stanziata per la realizzazione dei lotti 6, 7 e 8 del tratto Rosolini-Modica (20 KM) è di circa 372 milioni di euro, dei quali 172 milioni arrivano con i fondi FAS destinati alla Sicilia dal Governo per il periodo 2007-2013, mentre circa 197 milioni arrivano direttamente da Bruxelles. Ed è qui che cominciano a sorgere i primi dubbi.

Schermata 2013-09-13 alle 09.12.33La commissione europea ha finanziato l’opera nell’ambito di un programma operativo regionale FESR per la Sicilia per il periodo 2007-2013. Il costo globale del programma ammonta a 6,54 miliardi di euro e la Sicilia riceve finanziamenti comunitari pari a 3,27 miliardi di euro. La controparte finanziaria dell’assistenza comunitaria è fornita dall’amministrazione centrale italiana, dalla regione Sicilia e da altri enti pubblici. L’obiettivo generale di questo programma è quello di contribuire ad aumentare e stabilizzare il tasso di crescita dell’economia regionale creando nella regione condizioni più favorevoli per le imprese produttive.

Il programma regionale per la Sicilia si sarebbe dovuto articolare su 7 punti:

  1. Reti di mobilità
  2. Utilizzazione efficace delle risorse naturali
  3. Valorizzazione delle risorse culturali ed ambientali
  4. Diffusione della ricerca e dell’innovazione
  5. Sviluppo delle imprese e della competitività dei sistemi locali di produzione
  6. Sviluppo urbano sostenibile
  7. Buona amministrazione

L’autorità deputata a gestire le somme e i progetti è la Presidenza della Regione Sicilia ed il Dipartimento della Programmazione. L’impatto economico previsto dagli investimenti avrebbe dovuto consolidare un aumento del PIL annuo del 2%, creare 15000 posti di lavoro e ridurre le emissioni di gas serra di 250000 tonnellate di CO2 durante il periodo.

Tutto bello, anzi bellissimo ed entusiasmante, se non fosse che l’Europa ci chiedeva anche di spendere questi fondi entro il 2015, pena il ritorno delle somme.

Ed ecco che qui cominciano a sorgere i primi dubbi: dalla pubblicazione in Gazzetta del bando, ci vorranno circa 60 giorni di tempo per la presentazione delle domande, per passare, poi, alle procedure d’appalto. La data di inizio lavori è prevista per il 31 ottobre 2013 anche se molti analisti sono concordi nel dire che dalla pubblicazione del bando all’inizio dei lavori ci vorranno almeno 7-8 mesi, quindi tutto rinviato alla metà del 2014. Altra grana, i lotti 6 e 7 sono finanziati con i fondi regionali FAS, e i lavori dovranno chiudersi entro la metà di Dicembre del 2014 quando è fissato il termine ultimo, compreso il collaudo. A questo punto la domanda sorge spontanea, come faranno i “nostri eroi” ad iniziare i lavori, completare l’opera, eseguire i collaudi entro i termini, cioè circa 12 mesi a voler essere generosi, quando il primo progetto di questa maledetta autostrada risale a soli 40 anni fa???

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Poi c’è il discorso dei fondi europei, cioè quei 197 milioni di euro della tratta Rosolini-Modica del progetto FESR 2007-2013 per la Sicilia, che l’Europa ci chiede di spendere entro il 2015. Ma, sempre nella migliore delle ipotesi, se i lavori cominciassero a fine 2013, il tempo previsto per il completamento dei lavori è fissato in 1640 giorni, poco più di quattro anni e mezzo, quindi il 28 aprile 2018.

C’è da chiedersi allora se all’Europa basterà che entro il 2015 la Sicilia dia il via ai lavori, oppure procederà al ritiro dei finanziamenti così come previsto dagli accordi nel progetto FESR.

A questo punto siamo certi che la Sicilia resterà ad ammirare l’ennesima opera incompiuta della nostra Regione, l’ennesimo spreco di denaro pubblico, l’ennesimo arricchimento dei “soliti pochi”, l’ennesima occasione sprecata per dare speranza e lavoro ai giovani e alle imprese.

maxresdefaultVisto tutto quello che vi abbiamo raccontato, non possiamo non fare cenno ai continui comunicati da parte del Cas (Consorzio Autostrade Siciliane) che annunciano l’apertura dei caselli e l’introduzione dei pedaggi lungo il tratto che va da Siracusa a Rosolini.

Giusto qualche riflessione in proposito:

  • i siciliani, ed in particolare le province di Siracusa e Ragusa, aspettano quest’opera da più di 40 anni, ne hanno pagato i costi di realizzazione più volte ed in vari modi, sia sotto forma di tassazione sia sotto forma di mancanza di servizi essenziali per lo sviluppo.
  • le inchieste giudiziarie che vedono coinvolti i “soliti noti” per la recente realizzazione di pochi chilometri dell’autostrada Siracusa-Gela, fanno sorgere dubbi sempre più grandi sulla trasparenza e correttezza delle procedure di realizzazione dell’opera. Non vorremmo vederci costretti a pagare un’opera fatiscente, realizzata con ritardi biblici e il cui costo potrebbe essere stato gonfiato per oleare i soliti meccanismi della corruzione.
  • ricordiamo tutti lo stato del tratto autostradale da Cassibile a Rosolini, già all’indomani dell’apertura. Più un luna park che un’autostrada!!! Manto stradale deformato, irregolarità di superficie, dislivelli, crepe e un limite di velocità di 80 Km/h!!! Ad oggi i lavori di restyling ci consentono di percorrere, diciamo in sicurezza, il tratto fino a Noto, ma dalla città barocca a Rosolini tutto rimane come prima.
  • mancano i servizi essenziali che un’autostrada deve avere, come le aree di servizio. Nessuna è ancora stata realizzata nel tratto che va da Siracusa a Rosolini.
  • ma quello che più ci preoccupa sono le scadenze “europee”. Ormai noi siciliani siamo abituati ad ascoltare proclami che rimangono parole, ad ascoltare promesse che mai si realizzano, a vedere cominciare opere che mai saranno ultimate, a constatare un immane spreco di denaro pubblico…ma non ci rassegniamo!!!

Quindi chiediamo, a tutte le autorità competenti, di avere rispetto del popolo siciliano e memoria del passato. Prima di pretendere il pagamento di un servizio che la gente ha già ampiamente pagato e aspetta da più di 40 anni, di dare risposte chiare e certe sulla realizzazione finale di quest’opera, sui fondi utilizzati, sui tempi e i modi, nonchè sulle condizioni di sicurezza che la stessa opera deve assicurare.

I Siciliani si ribellano, i Siciliani dicono BASTA!!!

 

Fonti: 1)Cod.d.Strada 2)QdS 3)GdS 4)La Sicilia 5)www.ec.europa.eu/regional_policy/index_it.htm 6)http://www.autostradesiciliane.it

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