ZTL in Ortigia, settemila multe in soli 50 giorni

da La Civetta di Minerva, 2 giugno 2017 – http://www.lacivettapress.it/it/index.php?option=com_content&view=article&id=2435:ztl-in-ortigia-settemila-multe-in-soli-50-giorni&catid=14:siracusa&Itemid=138&highlight=WyJ6dGwiXQ==

M5S: “Contravvenzioni illegittime e inesigibili. Il Comune verrà sommerso dai contenziosi”. Il consigliere Castagnino: “Nel 2004, i ricorsi dei cittadini costarono al Comune 300 mila euro per spese legali”. Ma a noi risulta quattro milioni

Secondo Giambattista Vico, filosofo napoletano di fine ‘600, era la divina provvidenza a determinare il ripetersi di avvenimenti eguali anche a distanza di molto tempo. Un disegno preciso, finalistico, ma imperscrutabile agli uomini, ai mortali. Ma in questo caso, nel nostro caso, la teoria dei corsi e ricorsi storici non ha motivazioni nobili, iperuranee, perché piuttosto appaiono banalmente ascrivibili a un’amministrazione riottosa al buon senso e a quello studio propedeutico delle norme che deve necessariamente essere a monte di un qualsiasi atto amministrativo.

Si consuma in questi giorni, e si ripropone a distanza di oltre un decennio, la triste e paradossale farsa delle contravvenzioni determinate dal “mancato rispetto” della ztl in Ortigia.

Le nuove regole, in atto dall’inizio dell’anno, ai più sono risultate da subito farraginose e machiavelliche, nonostante la lunga fase di iniziale sperimentazione. I Siracusani hanno dovuto faticare non poco per capirne correttamente il senso e per giorni, al momento dell’ora fatidica del divieto di transito, via Malta si è intasata per l’inevitabile rallentamento causato dalla necessità, per gli automobilisti, di fermarsi per andare a leggere (proprio scendendo dall’automobile lasciata in mezzo alla strada) quanto normato dal cartello posizionato all’inizio del ponte di santa Lucia.

Ma nonostante l’impegno, e la volontà di non farsi prendere in castagna, evitare le contravvenzioni per molti è stato impossibile. Essendo consentito percorrere il ponte almeno, e solo, per raggiungere il parcheggio, privato, della Marina in presenza della segnalazione luminosa dei posti auto ancora disponibili, non pochi hanno subito lo scacco di trovare tutto già occupato dalle auto di poco precedenti la propria, con il risultato di non sapere poi cosa fare, a quale santo rivolgersi.

Impossibile tornare indietro. Non essendo state installate le telecamere in uscita (perché non lo si è fatto?) non si è ben compreso come fosse possibile dimostrare di aver lasciato Ortigia nei 15 minuti consentiti.

Quale quindi la soluzione per non essere sanzionati? Noi non vogliamo credere, come ci è stato riferito da alcuni che ne hanno fatto esperienza, che dalla Polizia Municipale arrivi il suggerimento di fermarsi fuori dal parcheggio nell’attesa che qualche posto si renda libero (e non vogliamo neanche fare alcun commento su una tale ipotesi perché sappiamo che sarebbe superfluo per i nostri lettori).

Né vogliamo pensare che si sia a questo punto costretti, per non incorrere nella sanzione, a rifornirsi in ogni caso del ticket del parcheggio. E la situazione quindi rimane caotica con un numero di contravvenzioni che, in soli 50 giorni dall’attivazione della ztl, ha sfiorato vette da record: 6-7mila!, sebbene, ci tiene a far sapere il comandante della Polizia Municipale Salvatore Correnti, siano solo circa 150 “quelle riconducibili al tentativo di utilizzare il parcheggio della Marina”.

Secondo l’ormai ex assessore alla mobilità Dario Abela la soluzione semplicissima sarebbe stata quella di segnalare all’ingresso del ponte santa Lucia un numero di posti liberi inferiore a quelli reali così da non trarre più in inganno nessuno.

Tutto a posto quindi: cassare le contravvenzioni in certo senso illegittime (ma l’amministrazione non ne ha mai parlato) e iniziare un nuovo corso. Risolto il problema?

“Niente affatto – dicono gli attivisti del Movimento 5 Stelle -. Intanto una possibile migliore  soluzione sarebbe, eventualmente, quella di far staccare il biglietto del parcheggio prima del ponte, creando una corsia preferenziale per le automobili lì dirette, ma qui il problema vero è un altro, oltre al fatto che di parole se ne sono sprecate tante ma nulla si è ancora mosso e si continuano a elevare contravvenzioni. La verità è che l’amministrazione ha ignorato alcune sentenze dei tribunali amministrativi sia della Sicilia che della Campania che hanno considerato illegittime le ordinanze con le quali sono state istituite zone a traffico limitato in assenza del Piano Urbano del Traffico imposto da precise direttive ministeriali. Tale illegittimità permane anche in presenza di un  vecchio PUT dal momento che per legge esso deve essere aggiornato ogni due anni e a Siracusa il piano proprio non c’è, anzi risulterebbe che la sua stesura sia stata affidata da tempo a consulenti esterni, e non ci vogliamo credere perché anche questo sarebbe irregolare. È evidente che a questo punto si apre la strada a contenziosi che costeranno tantissimo al Comune. Per non evidenziare poi che un bilancio che mettesse tra le somme esigibili contravvenzioni di fatto illegittime sarebbe inammissibile.

Se anche volessimo considerare l’importo minimo della sanzione, 80 euro (il massimo è di 335 euro – il pagamento del minimo è previsto entro i 60 giorni dalla notifica, se effettuato entro 5 giorni si applica uno sconto del 30%, mentre si paga metà del massimo, cioè 167,50 euro, oltre i 60 giorni – ma vanno aggiunte le spese di accertamento, procedimento e notifica, pari ad altri 14,20 euro), viaggiamo, per i soli 50 giorni, intorno alla cifra di 130mila euro che metteremmo in bilancio per poi doverli restituire con una significativa maggiorazione di spese legali. È evidente che la soluzione va cercata subito”.

Il consigliere Salvo Castagnino, nel presentare in marzo in Consiglio Comunale una mozione (respinta!) per revocare le contravvenzioni già elevate, ha ricordato che nel 2004 il Comune spese 300mila euro per le spese legali dovute ai ricorsi presentati dagli automobilisti.

Ma in realtà per quanto a nostra conoscenza (nel 2004 seguimmo il caso passo passo) allora, nell’arco dei soli mesi di ottobre e novembre, vennero elevate quasi 50mila contravvenzioni dell’importo di circa 75 euro ciascuna e a conti fatti, comprese le rilevanti spese di notifica, si parlò di una cifra complessiva pari a circa 4milioni di euro. Il contenzioso fu tale da sconvolgere i tempi e l’ordinaria gestione di tutte le cause civili affidate all’ufficio del Giudice di Pace.

Le sentenze di annullamento dei verbali si susseguirono a centinaia, molto spesso con condanna del Comune al pagamento delle spese processuali e con un’ultima bruciante sconfitta in Cassazione, grado di giudizio a cui l’amministrazione volle portare la causa, personale, dell’avvocato che si era intestato la tutela dei diritti dei meno abbienti “fornendo a chiunque lo avesse richiesto, a titolo gratuito, lo strumento giuridico per esercitare efficacemente il diritto di difesa sancito dall’articolo 24 della Costituzione”. Vico docet.

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